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| novembre 2010 | |||||||||||||||||||||||
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L'eleganza del riccio M. Barbery, L’eleganza del riccio, trad. it. di E. Caillat, c. Poli, edizioni E/O, Roma, 2007, pp. 335 A cura di Annalisa D’Agostino Il romanzo ha come ambientazione il palazzo del civico 7 nella lussuosa Rue de Grenelle a Parigi, dove vive la portinaia Renée, donna dall’aspetto trasandato e goffo, messa ai margini per la sua appartenenza sociale, ma che in realtà nasconde una profonda cultura, ostentando un atteggiamento mediocre, che però le permette di vivere in sordina tra i ricchi. «A quanto pare, ogni tanto gli adulti si prendono una pausa per sedersi a contemplare il disastro della loro vita. Allora si lamentano senza capire e, come mosche che sbattono sempre contro lo stesso vetro, si agitano, soffrono, deperiscono, si deprimono e si chiedono quale meccanismo li abbia portati dove non volevano andare». Così inizia il suo racconto Paloma, adolescente ricca, dotata di un’intelligenza acuta e brillante, che ha deciso di farla finita il giorno del suo tredicesimo compleanno, perché stanca di vivere in un mondo nel quale non si riconosce. In continuo contrasto con la madre, una donna fragile, con il padre, facoltoso politico, e con la sorella Colombe, universitaria presuntuosa e classista, cercherà di dare un senso alla sua esistenza osservando la gente e il mondo che la circonda. Il romanzo subisce un’accelerazione con l’arrivo di un nuovo inquilino il giapponese Kakuro Ozu, che saprà fare breccia al cuore di Renée, nel quale si scoprirà esserci un profondo segreto, causa della sua diffidenza e della sua chiusura alla vita, che ha vissuto come una colpa. Paloma con l’aiuto di monsieur Ozu, scoprirà la vera natura di Renée e si accorgerà della bellezza della vita, apprezzando chi invece vive nascondendo “l’eleganza del riccio”.
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