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  ottobre 2010                                          
                                               
 

I miti fiabeschi di Arturo Forte 
Echi del tempo del sogno 

A. Forte, Echi del tempo del sogno, Ed. Gaia, Salerno 2003, pp. 96

A cura di Raffaele Avallone

Prendete vecchi re, regine, leggiadre principesse, potenti maghi e cavalieri del canovaccio classico. Aggiungete esseri mitici, animali parlanti, eserciti di invincibili insetti, furbi contadini, sagge nonne, scemi del villaggio e briganti sanguinari. Shakerate per bene e condite con abbondanti dosi di ironia e fantasia sfrenata. Ambientate, infine, il tutto in paesi lontanissimi, terre mitiche, magiche, sospese nel tempo e nello spazio. Avrete uno straordinario e singolare libro di favole dedicate a grandi e piccini: Echi del tempo del sogno .

Lautore di questa raccolta di racconti inediti è Arturo Forte,  istrionico favolista e bibliotecario presso la Provinciale di Salerno. Semplici e al tempo stesso così pregne di significati ottimistici, le storie di Forte suggeriscono un percorso esistenziale, un viaggio dello spirito attraverso le parti più profonde e nascoste di quelluomo che da troppo ha smarrito brandelli vitali dellanima. Una sorta di risposta interiore ad una società che ha visto il crollo di ogni tradizione, sempre più impersonale e coercitiva, capace di annullare senza pietà sogni, aspirazioni e sani progetti dellindividuo. Attraverso la narrazione di magiche vicende, liberando il sogno come un moderno sciamano, il nostro favolista propugna un ritorno alle origini, ai miti primordiali, alle culture ancestrali, alla Natura selvaggia, viva e trionfante. «Nelle più antiche culture della terra -scrive nell’introduzione- il tempo del sogno è un’età dell’oro in cui l’uomo non è disgiunto dalla natura, dai propri simili e dal cielo che lo ha generato. È in simbiosi con l’universo che lo circonda e sa leggere nel profondo dell’anima. Qualcosa che è ancora visibile nelle ultime società tribali sudamericane o africane, ambienti dove il concetto di comunità si realizza appieno solo attraverso la narrazione orale del mito delle generazioni delle ere remote. Il racconto orale tramandato, rito collettivo della tribù è l’indiscusso centro della vita spirituale del villaggio».