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| luglio 2010 | |||||||||||||||||||||||
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Fiabe
capovolte per ridere e piangere AA.VV., E morirono tutti felici e contenti. Fiabe non più fiabe, a cura di M. Avenali, Neo Edizioni, Castel di Sangro 2008, pp. 288 A cura di Raffaele Avallone Un universo fiabesco alternativo, caustico, dissacrante e grottesco, irriverente fino al paradosso. Un mondo parallelo e politicamente scorretto dove rivivono, brutalizzati e tratteggiati a tinte fosche, quei personaggi fantastici che ognuno di noi ha imparato a conoscere fin dalla tenera infanzia. Principesse, cavalieri, elfi, maghi e fanciulli virtuosi catapultati da mano sadica nel mondo di oggi, un inferno marcio senza speranza, deviato e perverso. Aladino diventa un richiestissimo consulente telefonico al servizio di disperati d’ogni risma, Pollicino un immigrato di colore che ha perso tutte le dita di una mano tranne il pollice, la Piccola Fiammiferaia una gigantesca prostituta disperata sfruttata da un magnaccia violento e sadico e Biancaneve una squilibrata cocainomane che con l’aiuto dei sette nani, forzuti operai siderurgici, tenta di sposare il principe di turno, ovvero uno sprovveduto industrialotto. Sono solo alcuni dei protagonisti di E morirono tutti felici e contenti, geniale sarabanda letteraria curata da Massimo Avenali, fotoreporter e scrittore di origini abruzzesi. Un’antologia al vetriolo, diciotto fiabe della tradizione classica rivisitate, riscritte, smontate e ricostruite da altrettanti autori sotto il segno corrosivo dell’ironia e dell’irriverenza. Ad uso e consumo degli adulti. L’obiettivo è quello di aprire scenari alternativi, nuovi punti di vista, ribaltare in un certo senso l’immaginario collettivo, senza tralasciare una riflessione sociologica sull’attualità e su vizi e virtù del Belpaese. Il risultato è un lavoro estremamente godibile, tanto originale quanto critico e dissacrante, che "fa a pezzi" figure immortali suscitando nel lettore risate sfrenate e amare allo stesso tempo.
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