home

 
 
 
  settembre 2010                                          
                                               
 

Amore in Grecia nudo e nudo in Roma
 

G. Lauriello, G. Petrosino, Amore in Grecia nudo e nudo in Roma , Edizioni Noitrè, Battipaglia, 2009, pp. 112.

A cura di Raffaele Avallone

Omnia vincit Amor. I versi di Virgilio celebrano l’Eros del pantheon greco-romano. Non soltanto uno stato d’animo, un sentimento, ma una potente divinità capace di piegare "a suon di mortali dardi" la più ferrea delle volontà, di soggiogare allo stesso modo comuni mortali e dei olimpici. Nessuno ne è immune. Lo stesso Zeus è inconsapevole vittima dei capricci di quel pestifero e alato figlio, come del resto riportano le innumerevoli leggende che hanno come tema le scappatelle extraconiugali del signore dell‘Olimpo. Eros, dio armato, mette in scacco persino Marte. Personificazione del sentimento cortese -secondo la concezione tipicamente romantica- e dell’irrefrenabile desiderio sessuale, ispirazione per alcune tra le pagine più belle della letteratura classica. Brani immortali, che rivivono come assoluti protagonisti di Amore in Grecia nudo e nudo in Roma, opera a quattro mani di Giuseppe Lauriello e Gabriella Pastorino. Una pubblicazione agile dal linguaggio asciutto e semplice, divertente ma al tempo stesso estremamente rigorosa dal punto di vista scientifico. E che ha soprattutto il merito di riuscire a fare cultura, a divulgare conoscenza senza mai annoiare il lettore. Con profonda padronanza della materia, i due autori restituiscono una sorta di manuale d’amore, un divertissement che guarda con occhio attento ad un passato mai così sorprendentemente attuale. Diviso in due parti, il libro regala un centinaio di pagine godibilissime, ricche di spunti, di poesia, di passione per la letteratura, di amore per la vita. Frammenti di lirici greci e pagine dell’Odissea, tradotti e interpretati con la consueta maestria da Lauriello, fanno da preambolo all’intervento della Pastorino, che qui si cimenta con una rivisitazione quanto mai suggestiva dell’Ars amatoria di Ovidio.