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Associazione culturale
 Erchemperto

Servizi per i Beni Culturali Salerno

“Erchemperto” è un’associazione culturale costituita da archeologi, storici, storici dell’arte e critici, botanici e creativi, che operano nel campo della promozione e valorizzazione dei beni culturali. Gli obiettivi dell’associazione sono legati alla formazione, per favorire la nascita degli stimoli necessari alla fruizione del patrimonio culturale; alla promozione del territorio campano e della sua identità; alla corretta valorizzazione delle risorse monumentali in esso presenti.

Attività

L’associazione “Erchemperto” promuove la riscoperta delle radici storico-culturali del territorio campano, attraverso una serie di servizi che comprendono attività didattiche, divulgative e di ricerca, quali corsi e laboratori di sperimentazione storico-archeologica per le scuole, stage, cicli di conferenze e di seminari, allestimento di mostre, viaggi studio, campagne di scavo archeologico, formazione di personale destinato alla valorizzazione dei beni culturali, pannelli esplicativi per adulti e bambini, serate a tema, progettazione ed elaborazione di contenuti per audioguide e web site, organizzazione di eventi, itinerari turistico-culturali. Tra i laboratori di sperimentazione offerti da Erchemperto alle scuole si segnalano: Alla scoperta dell'antica Grecia, Vita nell'antica Roma, Il meraviglioso mondo del Medioevo, I giardini dall'antichità all'Ottocento, Salerno dal castrum romano alla conquista normanna, Con Trotula alla scoperta della Scuola Medica Salernitana. Ecco alcune tra le visite guidate alla scoperta di Salerno e di altre località della Campania proposte dall'associazione: Salerno classica, Sulle tracce dei Longobardi, I principi normanni, La via dei Mercanti, I luoghi della Scuola Medica Salernitana, Paestum, Certosa di Padula, Costiera amalfitana, Pompei, Ercolano, Napoli classica, I musei di Napoli, Pozzuoli, Campi Flegrei, Caserta, Capua e S. Angelo in Formis. Nei mesi da luglio a settembre di quest'anno l'associazione ha organizzato e realizzato il progetto ArechInVita-Offerta di Potenziamento ed Integrazione dei servizi turistici e culturali presso il castello di Salerno: il progetto ha lo scopo di promuovere il sito del castello e della Bastiglia attraverso visite guidate gratuite, workshop con operatori turistici, scolastici e commerciali, degustazione di pietanze della cucina medievale e della gastronomia salernitana di tradizione, visite animate in costume. Il progetto ArechInVita ha goduto del patrocinio e del finanziamento della Provincia di Salerno e di partner privati. 

Perché Erchemperto

Erchemperto, monaco longobardo di Capua, visse nella seconda metà del IX secolo, scrivendo una storia dei Longobardi meridionali. L’opera lascia trasparire la sua sentita partecipazione alle vicende drammatiche che riguardarono in quegli anni la nazione longobarda.

La figura di Erchemperto, quale storico e insieme uomo legato fermamente all’identità della sua gente, è sembrata adatta a tradurre il desiderio dell’associazione di far uscire dall’oblio un patrimonio culturale unico, che costituisce la risorsa primaria di una regione come la Campania

Il logo

Il logo scelto dall’associazione è una raffigurazione di san Zaccaria, colto nel momento in cui esce dal tempio, muto, per non aver creduto all’annuncio dell’Angelo. L’immagine è sembrata indicativa della condizione di incomunicabilità in cui versa la gran parte del nostro prezioso patrimonio artistico, culturale e ambientale.

Il Presidente Paola Valitutti

 

Il castello di Salerno

di Irma Pastore

 

Il castello, situato in cima al colle Bonadies, sovrasta Salerno. Dal castello si gode lo straordinario panorama della città e del golfo.

Il primo impianto della costruzione è riconducibile ad una torre indicata nei documenti come turris maior. Essa fu innalzata nel VI secolo dai Bizantini, probabilmente  per volontà del generale Narsete durante la guerra greco-gotica (535 – 554). La torre ha pianta rettangolare e si sviluppava su cinque livelli.

 L'intervento longobardo sulla struttura, promosso da Arechi II, nel secolo VIII, fu pressoché inesistente, come hanno messo in evidenza gli scavi archeologici condotti nel 1993. Il principe rivolse attenzione essenzialmente alla costruzione delle mura di cinta della città: Arechi II munì Salerno di un forte perimetro difensivo. Dal castello si diramavano due tratti di mura, che ancora oggi sono in parte visibili. Tali tratti, prolungandosi fino al mare, cingevano l'intera città con uno schema triangolare il cui vertice settentrionale era costituito dal castello.

Il castello non fu mai espugnato. Gisulfo II, ultimo principe longobardo di Salerno, nel 1077, si arrese per fame al normanno Roberto il Guiscardo, dopo un estenuante assedio. Con la resa di Gisulfo II e con la vittoria di Roberto il Guiscardo il potere su Salerno passò dai Longobardi ai Normanni.

Durante il periodo di dominazione normanna si ebbe un ampliamento del castello nella parte meridionale, con la costruzione di un loggiato, del quale restano alcuni piloni, poi inglobati nella massa muraria realizzata nel XVI secolo per la sistemazione delle cannoniere. Sotto la dominazione normanna furono innalzate anche le mura: ciò fu reso necessario dalla diffusione, nel XII secolo, di macchine belliche più evolute.

Gli Svevi non diedero molta importanza al castello. Federico II si limitò ad ordinarne la manutenzione.

In età angioina il limite sud-est del castello era costituito da un'alta cortina muraria, ben visibile sulla sinistra dell'odierno ingresso. Essa era fornita, in origine, di saettiere, da cui i difensori potevano tirare le frecce. Successivamente, al di sotto delle saettiere, vennero installate delle fuciliere ancora visibili. Attraverso un ponte levatoio ci si immetteva nel cortile.

Gli ambienti sulla destra dell'ingresso, fino alla terrazza che si protende sulla città, risalgono allìetà moderna. Un documento del 1579 descrive l'ampliamento del castello nel periodo del Vicereame spagnolo, quando esso rivestì funzione di controllo e di difesa del porto sottostante. In tale periodo fu realizzata una serie di cannoniere, che, eseguite in modo sommario, difficilmente avrebbero potuto arrecare reali offese. Il castello aveva perso, del tutto o quasi, la funzione difensiva ed era utilizzato dai principi Sanseverino, feudatari di Salerno, come residenza temporanea.

Passando a tempi più recenti, nel dicembre 1960 il castello fu acquistato dall'Amministrazione Provinciale di Salerno per essere destinato a sede del “Museo storico di Salerno” e per ospitare manifestazioni, congressi e mostre. I primi lavori di restauro permisero la creazione di un nucleo espositivo di ceramiche e di reperti provenienti dal castello stesso, oltre ad una serie di altri servizi indispensabili per il funzionamento del monumento. Gli ambienti destinati all'esposizione dei reperti si trovano nella zona dell'ampliamento aragonese. All'inizio degli anni '90 del secolo scorso la Direzione dei Musei Provinciali del Salernitano e il Centro “N. Cilento” per l'Archeologia Medioevale dell'Università degli Studi di Salerno si sono impegnati in campagne di scavo per studiare l'evoluzione del complesso monumentale.

 
     
 

Direttivo dell'associazione “Erchemperto”

Presidente: Paola Valitutti
Vicepresidente: Barbara Visentin
Area Comunicazione:
Simona Bassano di Tufillo

Area Promozione turismo:
Ivana Calembo
Area Ricerca: Irma Pastore
Area Sperimentazione didattica: Titti Valitutti

Indirizzo e recapiti

Via T.Tasso, 71 84121 Salerno

Cell. +393294607701 +393394858359 +393396707322 


Indirizzo
e-mail:
info@erchemperto.it

Sito web:
www.erchemperto.it

 

 

Il castello di Arechi
Im
magine tratta da
www.ilcastellodiarechi.it