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| dicembre 2010 | |||||||||||||||||||||||
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«La fotografia digitale? Preferisco quella in analogico. Quella sì che è una foto unica, vera» Intervista ad Emilio di Cerbo 24 anni ed un’arte tutta da “vendere” nelle sue mostre a Palazzo Genovese di Valentina De Santis Su un fianco esile porta due cravatte nere con i teschi. Ai piedi due anfibi con catene. Indossa una t-shirt nera. Mi saluta con un leggero sorriso e poi mi stringe la mano e me la mostra piena di anelli d’argento con draghi, teschi, pietre scure. Ci accomodiamo ad un tavolo per l’intervista. È un po’ in imbarazzo, ma poi si lascia andare. Si chiama Emilio Di Cerbo, ha 24 anni, un ragazzo come tanti altri. Altissimo, magro, capelli raccolti in una coda. Non passa inosservato per il suo look “aggressivo” ma i suoi occhi malinconici svelano la sua anima delicata e la sua passione per la fotografia analogica. Come nasce la tua passione per la fotografia analogica? «Da studente dell’Istituto d’arte “F. Menna”, ti posso dire che lì ho maturato la mia passione per la fotografia». Perché proprio in analogico? «Perché la foto in analogico è unica, la definisco una foto vera. Il procedimento dell’analogico ha qualcosa di speciale rispetto a quello del digitale. Le immagini in digitale sono impalpabili al nostro tatto e la resa dei colori non è uguale e non dà lo stesso risultato; quando scattiamo una foto in digitale, l’immagine non sembra vera. In analogico è tutta un’altra cosa». Cosa ti piace fotografare? «Tutto. Direi quello che attrae la mia ispirazione e che più riflette e può esprimere il mio stato d’animo. Le mareggiate, il mare che abbiamo qui per me, nei miei scatti, diventa la mia inquietudine. Le onde, le increspature sull’acqua, la pioggia, l’imprevedibilità del mare, la sua calma e la sua rabbia impresse in quei flutti, è questo che mi attrae. A volte, me ne sto sulla spiaggia di Santa Teresa a scattare di continuo per catturare ed immortalare quel millesimo di secondo, quell’attimo che fa la differenza e che mi fa dire: «sì, questa è davvero una foto» ». A che ora ti piace fotografare? «Non ho preferenze. Che sia giorno o che sia notte non importa. C’entra l’ispirazione, è quella la spinta giusta che mi guida al soggetto e a scattare in quel determinato momento. La fotografia è cogliere ogni attimo e trasformarlo in un momento unico. Ma non c’è solo il mare nei miei scatti. Come ti dicevo, ci sono le Luci d’Artista, l’albero natalizio di piazza Portanova, squarci di traverse di via Mercanti, foto del centro storico e del Duomo». A quante mostre hai partecipato? «Nello scorso dicembre a due mostre tenute a Palazzo Genovese: una intitolata I colori dell’arte e la seconda L’arte è gioia: genera solidarietà ed armonia, un’altra a maggio di questo anno, sempre a Palazzo Genovese, dal titolo I percorsi d’arte, in occasione dell’evento Salerno Porte Aperte e poi le prossime saranno a breve. La prima rassegna sarà a Capri al Museo “Ignazio Cerio”, dove, dal 3 al 7 luglio, esporrò i miei lavori e parteciperò alla terza edizione del premio “Letizia Cerio”. Poi un’altra si terrà presso il locale “La Bicocca” a Desenzano sul Garda con Artisti a confronto dal 18 luglio al 18 agosto» Hai un look molto particolare… «È un mio stile ma anche una mia seconda pelle. Draghi e serpenti, che vedi sui miei anelli, per me rappresentano la forza, la tranquillità». Il tuo sogno da realizzare? «Poter esporre nelle gallerie non solo di tutta Italia ma anche all’estero. Le capitali europee mi affascinano. Lì, credo che le persone abbiano quella giusta apertura all’arte, arte intesa in tutte le sue forme. Penso che ognuno di fronte ad una qualsiasi forma artistica debba privarsi di tutti gli schemi. L’arte è sostanza eterea che nasce dalla creatività di una persona ed ha in sé tutto il diritto di presentarsi così come è all’osservatore. Non esistono gli schemi. Esistono il genio, la creatività, l’apertura a fondersi con nuovi mondi artistici, la personalità artistica e, poi, il talento da custodire gelosamente e da coltivare. Ognuno di noi ha un talento. Il segreto è scoprirlo e potenziarlo». Tu credi di avere talento? «Io credo nell’arte di saper esprimere uno stato d’animo, nell’essenza di un oggetto, in quella della natura e nello scatto che tutto può trasformare in espressione artistica».
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acque
notturno sul lungomare
riflessi notturni
luci colori ed ombre della città
mareggiata
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