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| ottobre 2010 | |||||||||||||||||||||||||||||||||
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Giovani e tecnologia
Intervista a Marco Montemagno
di Tommaso Mauro
Giovani e tecnologia, un binomio indissolubile capace di portare avanti intere nazioni. Sulla questione internet abbiamo sentito Marco Montemagno, commentatore esperto, specializzato nella rete e nel futuro delle tecnologie.
La prima domanda, per quanto scontata, è d’obbligo: favorevole o no allo sviluppo delle nuove tecnologie? «Ovviamente sono favorevole, le tecnologie non sono solo i nuovi prodotti della Apple, come Ipad, Ipod ed altri anche di casa Microsoft, ma sono anche i piccoli successi di tutti i giorni: un libro è tecnologia, la lavatrice è tecnologia. Non dobbiamo pensare che la tecnologia sia solo la modernità, tutto parte da millenni fa, la ruota, quella era tecnologia che permetteva di migliorare la vita dell’uomo, poi, è ovvio, dopo che si è formata una tecnologia, si deve sviluppare una cultura sulle nuove tecnologie».
Internet rete di dati raggiungibile da tutti o quasi, in molti paesi del mondo la rete è un’utopia. «Sì, i regimi totalitari controllano la rete, ma il problema in questi casi non è la rete ma i diritti umani. In Cina esiste il Red fire wall, che chiude le “frontiere” della rete a numerosi contenuti. Ma questo è qualcosa che prima o poi finirà perché i regimi saranno costretti ad aprire queste frontiere, non sarà possibile che le economie vadano avanti, fintanto che gli stati non capiranno che bloccare internet equivale a bloccare l’intero sistema economico. Il controllo su tutti i dati della rete è pressoché impossibile, poiché basta che si apra una volta la frontiera, per far passare qualche dato di aziende o istituzioni, che il controllo finisce e allora i dati passano. Per l’apertura delle frontiere informatiche è questione di anni, i controlli prima o poi saranno aperti perché i governi capiranno che, non aprendo le frontiere, avranno enormi problemi economici. Anche in Italia, con lo scandaloso decreto Pisano, che limita l’accesso alle postazioni wi-fi, si sta limitando di molto l’accesso ad internet. Nato sull’onda della paura dell’11 settembre, il decreto mira a controllare gli accessi alle postazioni wi-fi negli esercizi pubblici o nei luoghi pubblici dotati di sistema wi-fi».
Ora come ora, con le nuove tecnologie a disposizione, cosa consiglierebbe ad un giovane che volesse entrare nel mondo del giornalismo? «Consiglierei di registrare un dominio internet, per 30 € si ha la possibilità di aprire un sito e poi scriverci sopra argomenti precisi, con costanza e puntualità».
Si sentono in continuazione tentativi di limitare la rete per evitare incontri spiacevoli, che terminano purtroppo in violenze e stupri, cosa ne pensa? «Internet è come una grande macchina: si può decidere di diventare autisti per aiutare la gente o diventare serial killer al volante; è inutile cavalcare le onde di paura colpevolizzando la rete. La rete è un mezzo, poi tocca al popolo decidere come utilizzarlo. Internet è una vetrina che attira gli “scemi”, internet non genera “scemi”, è una vetrina che, proprio per la capacità di raggiungere in pochi istanti molte persone, fa venire alla luce tutta quella parte di idiozia che è nel mondo».
Ultima domanda, lei cosa direbbe ai giovani d’oggi? «Ai giovani dico che internet è una grande opportunità, che, però, in Italia non viene sfruttata al massimo, ed è un peccato. I giovani devono capire che, se hanno idee e capacità, la rete è il terreno fertile dove coltivare i loro sogni. Le tre W, però, non sono luogo per chi pretende di raggiungere il successo in poco tempo, ci vogliono dedizione e costanza, senza le quali internet diviene solo una rete per pesci che non sanno nuotare».
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Chi è Marco Montemagno
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