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  aprile 2011                                          
                                               
 

Lo sbarco di radio Dee jay ad Unis@und, nel campus di Fisciano

di Tommaso Mauro


Radio Dee jay sbarca ad Unis@und, il 24 e 25 marzo la compagine Del dee jay building è arrivata nel campus di Fisciano, per una due giorni di musica e divertimento. L’evento organizzato in altri tre atenei d’Italia, Torino, Padova e infine Perugia, ha visto la diretta del popolare programma Tropical Pizza, dagli studi delle quattro radio universitarie. Salerno ha fatto la sua parte facendo sentire il suo calore a Nikky e a dj Aladyn e a tutto lo staff di Dee jay. Un momento non solo per divertirsi, ma anche per parlare con i protagonisti di un mondo tanto sognato e idealizzato da tanti ragazzi che quotidianamente si sintonizzano sulla radio di Linus e Nicola Savino.

 

Parlando con Nikky, abbiamo subito chiesto se momenti come quello organizzato nei quattro atenei servono per far emergere talenti nascosti.

“Più che sentire gruppi emergenti, stiamo sentendo una voce emergente che è quella delle università. L’idea alla base del progetto non è quella di sentire giovani complessi, ma sentire voci emergenti indipendentemente se queste suonino o meno, non è un programma di musica nuova ma di gente nuova”.

 

Panorama musicale italiano esiste ancora il rock in Italia, la risposta è tanto articolata quanto spontanea.

“Il rock nel nostro paese esiste ancora, ma si deve sempre capire che si intende per rock esistono complessi che fanno musica nuova e alternativa che provano a sfondare, sia cantando in inglese che in italiano, il panorama per fortuna è molto vasto, c’è sempre più gente e c’è sempre più roba buona”.

 

Internet e musica, fenomeno passeggero o destinato a proliferare?

“Internet è sicuramente un fenomeno che non demorderà col tempo, grazie alla rete tutti possono condividere tutto. Più gente può andare in rete più propone, basta pensare ad una cosa superata come myspace, si fa la musica in casa quattro canzoni e poi si mettono in rete e si condividono con tutti. Una cosa da evitare è lo scaricamento compulsivo di musica, perché ormai si è perso il senso di comprarsi un disco e sentirselo di filato per mese gustandolo in tutte le sue parti”.

 

Giovani e musica cosa fare?

“Non pensare alla svolta, non pensare al fenomeno X factor, senza pensare che da un momento all’altro possa avvenire la svolta, devono suonare ovunque vogliano o possano ma l’importante è suonare”.

 

Non solo gli attori principali, ma anche coloro che si muovono dietro le quinte si sono concessi alle nostre domande. La fotografa Chiara Mirelli ci parla della sua passione da come è iniziata a come si è sviluppata.

“I più fortunati e coloro che ci credono riescono a fare della loro passione un lavoro, il tutto è nato seguendo una passione, dopo il diploma in ragioneria mi sono iscritta alla scuola di fotografia a Milano e poi gavetta gavetta, a fare l’assistente. Ad un giovane consiglio di farsi una base culturale della fotografia e poi scattare scattare, perché questo è il segreto”.

 

Altro interprete della due giorni salernitana è Patrizio Virtuani, che resterà nella mia memoria come il tecnico audio anche se, come ci ha spiegato, non è il suo lavoro.

“ Io mi occupo dei computer che producono suono, istallandoli dove servono. Di esterne ne ho fatte parecchie, e prevalentemente vengono fatte perché radio dee jay ha grandi artisti, poi nel caso dell’università uniamo l’utile al dilettevole, portiamo una radio vera, all’interno di una radio universitaria che stanno imparando a fare. La radio potrebbe essere un futuro domani per i ragazzi, nel mio caso i ragazzi che fanno informatica potrebbero un giorno doversi porre di fronte a problematiche come ad esempio portare i pc in piazze con 40 gradi all’ombra. Se un giovane volesse fare quello che faccio io, direi di avere molta passione, poi un po’ di fortuna ma tanto studio, perché è difficile trovare radio che facciano esterne, perché penso che sia meglio fare un lavoro che piaccia anziché sentirsi schiacciati da una realtà che non piace”.

 

Infine abbiamo parlato con il regista Chris Myhre.

“Il mio lavoro consiste nel raccontare attraverso le immagini la giornata di Nikki, e organizzare la giornata, in base alle immagini da girare. Ho iniziato dopo il diploma, ho fatto tutta la gavetta, poi nel 98 sono approdato ad Mtv e sono passato alla produzione e dopo un po’ di tempo sono diventato regista. Ad un giovane che vuole fare questo mestiere, consiglierei di non trascurare la parte pratica, purtroppo il panorama italiano per i registi è scarsa, consiglio di collaborare con realtà grosse per imparare la pratica e continuare a coltivare la parte teorica con lo studio. Negli Usa e in Inghilterra ci sono scuole molto buone, che però non sono alla portata di tutte, l’Italia ha un approccio diverso, ma i mezzi non sono gli stessi”.

 

Un panorama molto vasto e variegato per i giovani che un domani volessero intraprendere un lavoro che si allontana dai classici avvocato e medico.