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  ottobre 2011                                          
                                               
 

Moving shop

di Rosanna Giannino

 

Sostenuti echi di nenie orientali,  un galà di colori, una incontenibile esposizione di merci, un irrefrenabile dilagare di corpi affaccendati: ecco il MERCATO . Esso  è cosa più complessa di un banale luogo di concertazione tra venditori ed acquirenti. Nodo di spettacolare confluenza di persone e cose, attrattore universale, appetibile per  qualunque strato sociale. Banchi in successione talora incorniciati da furgoni e teloni vivaci dal tipico tetto smerlato, si espandono lungo immensi corridoi, ove innumerevoli visitatori  osservano, contrattano, valutano la convenienza dell'acquisto. Il tutto sommerso in una alternanza di suoni e voci a mo' appunto di nenie, modulate su un repertorio tipico, fatto di allegorie, mimiche, ironie ed allusioni talora a sfondo stuzzicante e lussurioso! Scandite in tutte le lingue spesso dialettali esse rappresentano da sempre un interessante manifesto del folklore orale, ed ascoltarle comporta entrarne nel cuore della fervida cultura.

 

Sorto originariamente per "trasferire" la campagna in città, quando era  ritmato sul ciclo vegetativo,  onde garantire un consumo delle produzioni agricole e pastorali stagionali, oggi esso, in rapporto con l'evoluzione dei bisogni votati palesemente al consumismo, si è mutato nella forma e nella sostanza divenendo polo di attrazione per venditori e compratori ove svariate tipologie di merci, da quelle fresche a quelle di uso continuo ed immediato,vengono proposte  con una forte attenzione al risparmio: la sua primaria allettante peculiarità. Ciò grazie alla bassa incidenza dei costi di esercizio e degli oneri fiscali per gli imprenditori che intraprendono questo tipo di attività: gli ambulanti.

 

Gli ambulanti vendono di tutto ed a prezzo conveniente. Ogni giorno ai primi chiarori si avviano con i loro autonegozi nei punti di destinazione, sperando nel buon tempo. Il guadagno è buono potendo aspirare all'ottimo se con una buona dose di savoir faire riescono a creare un meccanismo continuo di acquisizione di sempre nuovi clienti. A cielo aperto  si posizionano su una sosta fissa di cui hanno pagato tassa di occupazione o  su posteggi non assegnati o provvisoriamente non occupati da titolari fissi, se trattasi di ambulanti itineranti. Raramente ove le amministrazioni locali hanno compreso le loro esigenze ed il loro disagio, si sistemano in strutture al coperto o magari proprio al chiuso equipaggiate  di servizi igienici, riscaldamento ed esagerando anche di personale di controllo!

Le merci: canestri ricolmi di frutta e ortaggi freschi, formaggi di ogni forma e statura, vasche gelide traboccanti di pesce, ma anche biancheria, tessuti, scarpe, vestiti, attrezzature da casalinga, anticaglie, gadget turistici e sportivi ed ancora creazioni di sartoria, ceramica, legno,  decoupage, minioggettistica, poiché "ambulante"  oggi vuol dire anche artigiano venditore in proprio dei suoi stessi manufatti.

Le condizioni: occorrono una autorizzazione pagandone la tassa relativa per posteggio fisso o vendita itinerante, iscrizioni  partita IVA, Camera di Commercio, Inps ed Inail.; tema a parte hanno la rivendita di alimentari e la ristorazione veloce che necessitano di requisiti speciali. Il commercio per strada può essere svolto da persone fisiche, ditte individuali e società di persone ( spesso infatti esso è a conduzione familiare) purché prestanti ed ardite. Ci si sveglia ogni mattina prestissimo e si rientra tardi, poiché c'è fa rifornirsi per il giorno successivo o si è elementi ogni presenti di eventi fieristici! Si lavora tutto l'anno e tutti i giorni "on the road" sottoposti a qualsiasi forma di inquinamento, di intemperie e di pericolo.  Eppure attualmente si contano impegnati nel "moving shop" più di 170 mila unità.

Chi fa questo mestiere è anche autista, cassiere ma soprattutto venditore cordiale, abile nel ridurre  le distanze interpersonali, attivo ed attento. E il guadagno in termini di esperienza, accrescimento culturale, relazionale ed economico, viene da sé :

Ferdinando Bocconi, fondatore dei grandi magazzini La Rinascente e del noto ateneo, era un venditore ambulante di stoffe e vestiti usati.

Tina e Pasquale, ardimentosa coppia dell' hinterland salernitano, si accingevano giovanissimi  anni  fa a percorrere ed occupare quotidianamente vicoli e piazze con il loro modestissimo  furgoncino da cui, però, estraevano sfarzosi pianali di jeans sempre all'ultima moda. "Canto", disponibilità e competenza li conducevano ad una odierna acquisita e radicata capacità imprenditoriale nel settore del vestiario, riconosciuta e riconoscibile  nei loro importanti e diffusi punti store. 

La moda è strada, la strada è libertà, la libertà non passa mai di moda : su questo motto Valeria Ferlini, ex modella, gira a bordo di coloratissimi Ape Piaggio con i suoi capi originali ed in tutte le taglie, con bagaglio mai sfornito di  sorriso, professionalità ed industriosa creatività, così gestendo in maniera molto redditizia quello che lei chiama " Moving shop".

 

 

 

L'immagine di un tipico mercatino
tratta da
magicoveneto.it