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  novemre 2011                                          
                                               
 

Forse meglio non "lasciar perdere"...

di Rosanna Giannino

 

Con otto milioni e più di occupati, il settore delle attività manuali continua a rappresentare uno dei pilastri del mercato del lavoro, poiché non sembra conoscere crisi. Una esperienza discreta in tale settore, la mia, che mi conduce irresistibilmente a ricercare le figure più quotate e, quando digito quel particolare "termine", in un attimo, il web mi presenta una lista interminabile di immagini, "goccia a goccia" una serie di notizie, ehm... qualcuna non proprio da educanda!

Eh si, proprio a lui! Lui, da cui da sempre pretendiamo una "buona condotta"! Colui al quale richiediamo una capacità illimitata a non "lasciar perdere", un operare sempre "di getto" per ricercare soluzioni industriose ed immediate che impediscano che la situazione possa degenerare e "far acqua da tutte le parti". Beh certo, nel senso comune, lo immaginiamo come il tecnico "latitante", robusto, silenzioso, con la classica affascinante tuta blu, dall'andatura lenta, accompagnato dal suo fedele carrellino ricolmo di ferri del mestiere, gli strumenti della sua rinomata creatività: oggettivamente "gettonatissimo" lo è il nostro "caro" idraulico.

Il suo è, in vero, un lavoro artigiano tra i più classici anche se attualmente alla storica bottega pluri-arredata da arnesi e ricambi, tende molto spesso ad affiancarsi o sostituirsi la piccola media impresa in grado di diversificare le sue competenze di realizzazione, installazione e manutenzione di impianti anche complessi e per grandi cantieri civili ed industriali. L'idraulico difatti oggi rappresenta una figura professionale molto qualificata e ricercata, il contratto nazionale di riferimento è quello di metalmeccanico con comparto artigianato. E l'abilitazione viene concessa in automatico a chi è laureato con un titolo attinente, dopo un anno di pratica come dipendente ai diplomati in materia, dopo due anni a chi possiede un attestato di qualifica, dopo tre a tutti gli altri. Abbattendo i vecchi stereotipati pregiudizi che lo vedono paragonato ad un mestiere ove ci si debba per forza "sporcare le mani" (forse bisognerebbe fare ben altro per avvalersi di questa qualifica), la reale situazione lavorativa di questa figura mostra che oltre ad una certa attitudine ad un lavoro "di braccia", fondamentali e più che rilevanti sono le competenze teoriche e tecniche: costruzione, montaggio e manutenzione per la conduzione di acqua e gas comportano anche capacità di lettura ed analisi di documentazione tecnica, organizzazione delle fasi di lavoro, verifica e prove di collaudo. Il suo posto di lavoro convenzionale, è il cantiere edile, luogo dove si costruisce e si ristruttura in sinergia con altri professionisti onde offrire risposte veloci a bisogni complessi. Le sue sono specifiche responsabilità che consentono di designarlo quale effettivo ingegnere e non solo, anche singolare sociologo dell'acqua. Si perché al di là del campionario di guarnizioni, chiavi, tenaglie che abitano nella sua preziosa valigetta, egli rappresenta uno dei manutentori che più entra nelle case della gente, nel "fluire" delle loro esigenze quotidiane, ove l'acqua è protagonista vitale per l'igiene di se stessi e dei servizi, per il bucato, le stoviglie, per tutte le faccende domestiche e per chi di esse si occupa. Talora bizzarra protagonista, vittima di imbarazzanti intasature e perdite, non di rado frutto di indicibili cattive abitudini dei clienti!

Con otto milioni e passa di occupati, il settore delle attività manuali continua a rappresentare uno di pilastri del mercato del lavoro. Mestieri che gli italiani sono sempre meno disposti a svolgere lasciandosi sostituire come è noto da lavoratori stranieri. Spesso le aziende incontrano difficoltà nel reperire le figure necessarie. Più di 60 mila i posti che rischiano di rimanere vacanti, tra questi oltre 2000 sembrano essere riservati agli idraulici. E se si considera che il passo, da operaio specializzato a imprenditore autonomo, potrebbe essere breve e che incessantemente aneddoti e barzellette ne citano i compensi molto salati e la irreperibilità, riflettendoci un po' di più, forse, sarebbe meglio non "lasciar perdere".