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I giovani e il lavoro
La disaffezione dei giovani verso il lavoro artigianale.
di Rosanna Giannino
C’E’ UN POSTO CHE E’ TUO e di nessun altro…ma devi cercarlo!
Un comportamento creativo presume un accostamento graduale ad essere
integralmente sé stessi ed esprimersi totalmente. L’ambiente ideale in cui
tutto ciò può accadere è senza dubbio quello lavorativo.
Eppure un fenomeno attualmente in forte espansione è quello rappresentato
dalla
disaffezione dei giovani verso il lavoro creativo
per eccellenza :
quello artigianale.
Le politiche istituzionali probabilmente sono le colpevoli in prima linea. Le
normative a burocrazia capillare e complicata, la crescita cospicua
della incidenza fiscale, sembrano aver contribuito in maniera significativa
all’allontanamento del sistema dell’apprendistato, atto a garantire un
ricambio generazionale nel mondo dell’artigianato. La disposizione, inoltre,
di fondi in un settore piuttosto che in un altro, ha favorito la immissione
nel mercato lavorativo di figure professionali talora “meno utili” di altre,
come nel nostro Mezzogiorno, ove
spesso falegnami, ebanisti, idraulici, giardinieri, sarti, orologiai, e
vetrai si ritrovano “costretti”
(ovviamente non obbligati) a ricorrere al lavoro nero
o a ridurre le loro
forze lavorative in mancanza di manodopera qualificata.
E’ un dato triste ma reale che i mestieri d’eccellenza nella nostra Italia
stiano scomparendo. Spesso si incorre nell’errore di giudicare umili le
professioni legate all’arte ed ai mestieri, semplicemente non
intercettandone ed interpretandone una lettura in chiave moderna resa con
una preparazione altrettanto attuale e con una strumentazione disponibile
all’avanguardia.
La cultura superficiale, probabilmente la vera colpevole in prima linea, ha
denigrato il lavoro manuale e reso meno note le scelte di orientamento ad
esso.
Nel panorama lavorativo odierno, difficile risulta affascinare con
l’artigianato le nuove generazioni, pur essendoci posti di lavoro che
aspettano forse invano che qualcuno li ricopra. Ciò a discapito di una
concorrenza reale e viva tra il prodotto made in Italy, sempre valido ed
apprezzato contro quello
low cost
del mercato orientale.
Una disaffezione, dunque, che potrebbe trovare una soluzione
innanzitutto in una variazione nel comportamento delle istituzioni, e da un
punto di vista economico di destinazione fondi e da un punto di vista
organizzativo, attraverso una comunicazione più attenta e sufficientemente
informata, per niente denigrante anzi fortemente presente: magari con
l’attuazione di corsi di studi o istituti di formazione da affiancare al
normale percorso di studi classici, scientifici, artistici e con un
inserimento capillare nei vari rami dei media tanto seguiti dalle nuove
generazioni. Una confluenza insomma di sinergie atte al raggiungimento di un
processo inverso, una avanzata verso il riaffezionarsi ad una delle attività del settore secondario,
quello dell’artigianato, che ha regalato onore e mezzi al nostro Bel Paese.
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foto di repertorio

foto di repertorio
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