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  settembre 2010                                          
                                               
 

I giovani e il lavoro
La disaffezione dei giovani verso il lavoro artigianale.

di Rosanna Giannino


C’E’ UN POSTO CHE E’ TUO e di nessun altro…ma devi cercarlo!

Un comportamento creativo presume un accostamento graduale ad essere integralmente sé stessi ed esprimersi totalmente. L’ambiente ideale in cui tutto ciò può accadere è senza dubbio quello lavorativo.

Eppure un fenomeno attualmente in forte espansione è quello rappresentato dalla
disaffezione dei giovani verso il lavoro creativo per eccellenza : quello artigianale.

Le politiche istituzionali probabilmente sono le colpevoli in prima linea. Le normative a burocrazia  capillare e complicata, la crescita cospicua della incidenza fiscale, sembrano aver contribuito in maniera significativa all’allontanamento del sistema dell’apprendistato, atto a garantire un ricambio generazionale nel mondo dell’artigianato. La disposizione, inoltre, di fondi in un settore piuttosto che in un altro, ha favorito la immissione nel mercato lavorativo di figure professionali talora “meno utili” di altre, come nel nostro Mezzogiorno, ove
spesso falegnami, ebanisti, idraulici, giardinieri, sarti, orologiai, e vetrai si ritrovano “costretti” (ovviamente non obbligati) a ricorrere al lavoro nero o a ridurre le loro forze lavorative in mancanza di manodopera qualificata.

E’ un dato triste ma reale che i mestieri d’eccellenza nella nostra Italia stiano scomparendo. Spesso si incorre nell’errore di giudicare umili le professioni legate all’arte ed ai mestieri, semplicemente non intercettandone ed interpretandone una lettura in chiave moderna resa con una preparazione altrettanto attuale e con una strumentazione disponibile all’avanguardia.

La cultura superficiale, probabilmente la vera colpevole in prima linea, ha denigrato il lavoro manuale e reso meno note le scelte di orientamento ad esso.

Nel panorama lavorativo odierno, difficile risulta affascinare con l’artigianato le nuove generazioni, pur essendoci posti di lavoro che aspettano forse invano che qualcuno li ricopra. Ciò a discapito di una concorrenza reale e viva tra il prodotto made in Italy, sempre valido ed apprezzato contro quello
low cost del mercato orientale.

Una disaffezione, dunque, che potrebbe trovare una soluzione innanzitutto in una variazione nel comportamento delle istituzioni, e da un punto di vista economico di destinazione fondi e da un punto di vista organizzativo, attraverso una comunicazione più attenta e sufficientemente informata, per niente denigrante anzi fortemente presente: magari con l’attuazione di corsi di studi o istituti di formazione da affiancare al normale percorso di studi classici, scientifici, artistici e con un inserimento capillare nei vari rami dei media tanto seguiti dalle nuove generazioni. Una confluenza insomma di sinergie atte al raggiungimento di un processo inverso, una avanzata verso il riaffezionarsi ad una delle attività del settore secondario, quello dell’artigianato, che ha regalato onore e mezzi al nostro Bel Paese.
 

 

   

foto di repertorio

foto di repertorio