home

 
 
 
  gennaio 2011                                          
                                               
 

Alternativi....davvero

di Rosanna Giannino

Cronache dell'anno 2011 ...LAVORO...LAVORO...LAVORO: giunti ormai ai tempi in cui il lavoro sembrava una realtà quasi svanita, un sogno irraggiungibile, l'italico lavoratore, da ritenere fortunato già per il fatto stesso di avere un impiego, quello che si lamentava quotidianamente del proprio lavoro, del proprio capo e dei propri colleghi, sembrava ignorare l'esistenza di mestieri alquanto alternativi, di per sé curiosi, misteriosi, talora inquietanti, ma altrettanto diffusi, in crescita e ottimamente pagati!

Niente storie horror o di fantascienza, ma pura realtà quotidiana per chi esercitava, ad esempio, la professione di annusatore : c'era il breath odor evaluator, un giudice addetto al controllo mattutino dell'alito "insultato" da "profumi" intensi, come quelli procurati dall'aglio o dal caffè, ciò allo scopo di testare e migliorare prodotti atti alla riduzione degli "odori" della bocca! C'erano, poi altri che valutavano, invece, gli "effluvi" della biancheria intima di persone affette da problemi gastrointestinali, per realizzare indumenti con materiali e filtri in grado di abbattere gas idrogeno solforato, il colpevole principale dei cattivi odori. E che dire poi degli eroici colleghi che analizzavano il fiato dei cani per individuare gli effetti della dieta dei simpatici "migliori amici dell'uomo" sui loro denti, al fine di tramutare il loro stato da "in decomposizione" o "ammuffito" o "salato".. a "sano".

Più interessante e di forte attrazione per i golosi appariva il ruolo degli estrattori di caramelle, quelli cioè addetti alla scelta del risultato migliore delle miscelazioni di zucchero, sciroppo di mais, acqua e colorante. Ed era entusiasmante per alcuni, si fa per dire, l'operare in veste di birra tester, bevendo per tutto il giorno birra, per poi risputarla, onde rendere possibile approvazioni di gusti già esistenti o di sapori nuovi.

Alternativi erano anche i lavori "artistici" dei crack filler e dei rumoristi. I primi impegnati come chirurghi estetici dei monumenti, muniti di siringhe caricate di sigillante siliconico, provvedevano costantemente a ridurre gli effetti dell'usura sulle strutture e sulle opere antiche. Industriosi cacciatori di suoni, i secondi, da quelli del temporale al fruscio di passi sull'erba, per inserirli, poi, nella colonna sonora di un film, uno spot o un cartone animato: facendo cadere un'anguria dall'alto, ad esempio, creavano magicamente e pure divertendosi l'effetto di una testa mozzata.

Niente sedute psicoanalitiche e simili, per gli spaccatutto, che traevano benefici nell'adrenalina e nelle tasche, prendendo a martellate vetrate, giocattoli, elettrodomestici e quant'altro, quali tecnici specializzati per testare la qualità e la sicurezza dei prodotti. E, dulcis in fundo, come professione che prometteva proseliti a go go tra le giovani generazioni si proponeva il video game tester: per otto ore al giorno, cinque giorni alla settimana, un gruppo di maschi e di femmine di varie età, erano tenuti (poverini!) a giocare con video games, ripetendo livelli di giochi e personaggi, alla ricerca di eventuali bug o difetti nel software. E tutto ciò ovviamente con discreto introito economico! Nell'evoluzione dei tempi, da "cronaca nera" per il settore impiegatizio, la vecchia facoltà dell' imbarazzo della scelta cedeva irrimediabilmente il "posto" alla opzione per scelte imbarazzanti.