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| febbraio 2011 | |||||||||||||||||||||||
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Ci sono un americano, un russo ed un italiano... di Rosanna Giannino Tre risorse umane differenti per nazionalità, tradizione, modo di pensare, professionalità esprimono un'opinione sull'esperienza lavorativa nel Bel Paese, elargendo consigli. L'americano: «ITALIA, destinazione da sogno per noi d'oltreoceano. Patria di un modo di vivere in relax, ideale per chi è alla ricerca di una via d'uscita dalla "corsa dei topi".Riaffiorano facilmente alla nostra mente fotogrammi di festosi banchetti colorati dei leggendari manicaretti d'arte culinaria italiana ed inebriati di buon Chianti, in uno splendido paesaggio costellato di antichi palazzi. Buona preparazione, laurea specialistica e tirocinio basterebbero per garantirsi facilmente l'ingresso al lavoro ed al relax, se non fosse per una serie di ostacoli: primo, l' Italia non ha una economia dinamica, anche se il Nord sembra migliore del Sud, non per il costo della vita, però; più che dinamica l'economia italiana sembrerebbe sommersa, dato che circa un quinto del lavoro è fatto fuori dai "libri" e senza pagare le tasse. I contratti a termine sono diffusi e non è raro incontrare datori di lavoro che offrono una successione di contratti a breve termine con un minimo di tutele sociali. La disoccupazione costituisce un problema serio. C'è la concorrenza dei nativi, quindi, ma a nostro vantaggio c’è la padronanza della lingua inglese: raramente la conoscenza della lingua inglese per gli Italiani va al di là di quella appresa nelle scuole o in un corso privato! In secondo luogo a parità d'età, probabilmente, abbiamo una maggiore esperienza di lavoro: sebbene il loro sistema universitario sia tra i più impegnativi d'Europa in termini di quantità di informazione, non ci sono vincoli di tempo e quindi non è raro trovare trentenni che stanno ancora a bruciare l'olio di mezzanotte per studiare gli esami mentre noi abbiamo già esperienza utile per le aziende, soprattutto per quelle di origine americana o britannica all'avanguardia. Un altro fattore da considerare è la posizione: se avete possibilità di scelta riflettete attentamente, Milano, Roma, Firenze, Bologna contano parecchie presenze straniere in ambito professionale ed offrono opportunità illimitate di lavoro, studio e tempo libero, ma potrebbe valere la pena di rinunciarvi, anche in un high-profile status, pur di non continuare a vivere in città dove lo smog supera i regolamenti comunitari o il rapporto groin to groin (inguine a inguine) con uno sconosciuto ogni giorno in metro diviene insopportabile! Le reti sociali contano di più, sia quelle basate su legami familiari che quelle basate su relazioni personali! Necessario è integrarsi costruendo legami locali, reti di amici, parenti e vicini: il nepotismo è comune, quasi accettato dalla cultura e, per quanto possiate risultare il più idoneo in un ruolo, potreste essere sorpassati, anche all'ultimo minuto, dal direttore generale: il figlio del cugino si è appena laureato ed ha bisogno di un posto di lavoro. Per realizzare il vostro grande disegno italiano, quindi, cercate di combinare le competenze di marketing con il vostro amore per il Chianti, magari, se possibile, facendo anche qualche piccolo investimento, potrebbe essere il prezzo da pagare per incontrare gente nuova che aprirà nuove porte: questo è ciò che gli Italiani sanno fare meglio, naturalmente!». Il russo: «Caratteristica del mercato lavoro del Sud Italia è che nel campo dei rapporti e della comunicazione generale si mantiene un buon grado di costumi medioevali. Ciò soprattutto nei confronti degli stranieri. Il lavoro c'è, i guadagni e gli stili di vita non corrispondono alle rappresentazioni che arrivano all'estero. La gente si aspetta di accogliere individui un po' selvaggi, che magari non hanno mai visto ed utilizzato elettrodomestici, auto, televisione, telefono e assaggiato la pasta. La paga è inferiore a quella degli Italiani con lo stesso ruolo e se anche specifichi una o più qualifiche od esperienze acquisite, come insegnante o ufficiale o impiegato o giardiniere o carpentiere, il tuo "posso fare quasi tutto" viene interpretato come "non hanno alcuna professione". L'idea radicata è per molti ancora quella di quaranta anni fa in cui si lavorava per tutte le ore diurne in cambio di vitto e alloggio. Esistono molti colleghi che non sanno né leggere, né scrivere, né parlare italiano e credono che la terra sia piatta. Gli stili architettonici scadono a volte nel cattivo gusto: è possibile vedere strade disseminate di detriti e di importanti resti archeologici, traffico caotico su strade rotte, ma anche mare e sole, voci e canti che vengono giù dalle aree mercatali tra chiese antiche e monasteri. Per le donne risulta facile trovare impiego per il giorno e la notte presso famiglie di medio-bassa cultura con retribuzione di 500-700 euro al mese, tempo libero giovedì pomeriggio e domenica fino alle 20 massimo, ore in cui trovare il tempo per mandare soldi e pacchi a casa, socializzare e fare un giro per lo shopping. Per gli uomini raramente c'è la possibilità di sedersi con anziani e disabili: spessissimo si ritrovano a svolgere lavori di raccolto e carico in aziende agricole, di solito irregolari o male dichiarati». L'italiano: «Ottenere un lavoro è come iscriversi in un programma di domesticazione umana. Trovare lavoro è una delle cose peggiori che si possano fare per sostenere se stessi, come vendersi in schiavitù a contratto. La maggior parte di noi non si rende neppure conto se lavora 6 o 60 ore alla settimana! Il reddito da lavoro dipendente è il più tassato e ci si mette in una posizione in cui qualcun altro può spegnere tutti i tuoi redditi semplicemente dicendo due parole: «SEI LICENZIATO» e questo non suona certo con le note della certezza. Nel lavoro la vostra prima mansione risulterebbe quella di giocatore d'azzardo e pure professionista! Molti dipendenti poi trattano i loro posti di lavoro come il loro principale sbocco sociale, si flirta con le stesse persone con cui si lavora, sociali vicoli ciechi! Oh, ma sarebbe proprio spaventoso andare fuori e scambiare idee e progetti con gli sconosciuti? Se credete di avere un valore e poterlo trasferire ad altri traendone reddito ci sono altri sistemi: utilizzando le reti pubblicitarie e programmi di affiliazione (oltre a quelli televisivi in voga!) ad esempio, divenendo investitore o generando reddito da creatività di altri! Si potrebbe pensare che sia importante trovare un lavoro per fare esperienza, ma l'esperienza del saper vivere in fondo si guadagna a prescindere dal fatto che si abbia un impiego o meno. Anzi si perderebbero elementi preziosi che potrebbero fare di voi un meditatore esperto, un filosofo, un politico. Certo bisogna impiegare un po' di tempo e fare uno sforzo per progettare e realizzare il sistema, ma, poi, se funziona, potreste conseguire reddito mentre magari passeggiate con la vostra famiglia o gustate un bel gelato. Qual è l'alternativa all'ottenere lavoro? Slegare il vostro valore dal vostro tempo, lasciare l'impiego all'americano e la manovalanza al russo, rimanendo felicemente senza lavoro per la vita e generando reddito attraverso altri mezzi!».
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