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  dicembre 2010                                          
                                               
 

Senior attivi: chi sono?

di Rosanna Giannino


Sono coloro che hanno un'età prossima al termine della vita media, che hanno subito dei cambiamenti nella loro attività principale, quella, cioè, atta alla produzione di ricchezza, e, quindi, nel ruolo sociale, magari probabilmente a causa del pensionamento. Da un'indagine, il 71% degli over 60 è determinato nella certezza di poter migliorare in futuro le proprie condizioni sociali, è fornito di buone condizioni fisiche ed economiche ed è pronto a riaprirsi al "circuito delle responsabilità". Un dato confortante e sorprendente in una società che, in controbattuta, rinvia da anni anche l'ingresso dei giovani nella vita attiva!

Un esercito, senza dubbio, quello degli ultrasessantenni, di cui, ormai, è noto l'aumento vorticoso. E se aggiungiamo a questo dato la continua trasformazione delle modalità di vita tradizionali, appare urgente una variazione di atteggiamento nei confronti di tale categoria sociale, importantissima, per l'elevato contributo che è in grado di apportare, “zavorrata” com'è di esperienza e di conoscenza, virtù fondamentali nelle fasi di pianificazione, implementazione e valutazione dei processi decisionali della comunità in cui vive.

L'aggregazione degli anziani attivi può avvenire attraverso svariati interventi. Primo tra tutti attraverso il prolungamento dell'attività occupazionale (dato anche il forte peso, poco sostenibile, del sistema pensionistico attuale) magari con incentivi ad enti ed imprese. Ma anche con l'impegno delle persone anziane in strutture di accoglienza o di volontariato, nei lavori socialmente utili, quali l’assistenza all'infanzia o ad altri anziani non autosufficienti, nella salvaguardia dell'ambiente: a tal proposito nel Nord Italia, un simpatico gruppo di over nominato Età Verde sembrerebbe impegnato efficacemente nel riassetto di zone verdi e nella ricostruzione di piccole opere pubbliche. I senior, inoltre, potrebbero essere coinvolti, con potenziale altissimo, in attività finalizzate al recupero ed alla valorizzazione del patrimonio culturale.

Un’interessante iniziativa, per approfondire la storia dei processi lavorativi e dei loro cambiamenti nelle epoche più recenti, è un sistema ormai collaudato di cooperazione tra senior e università, scuole ed esperti, già attivo in alcune zone d'Italia. Attraverso percorsi di studio, ricerca e recupero di documentazione e/o anche attrezzi, macchine sul lavoro storico di un contesto territoriale, di una valle, di una città, si ambisce a ricostruire il filo delle identità personali e sociali e a favorire il trasferimento di competenze, abilità e saperi alle giovani generazioni.

Un esercito potente quello degli over 60, dunque, che se "armato" di ruoli interessanti, potrebbe garantire un notevole apporto di risorse, accrescendo il patrimonio proprio quanto quello dei posteri, di una intera nazione insomma. Di recente è stata presentata una proposta alla UE intitolata 2012 Anno europeo dell'invecchiamento attivo e della solidarietà fra le generazioni. Un buon inizio 2011 saperlo in approvazione, per i nostri prosperosi non più giovani!