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  aprile 2011                                          
                                               
 

Laboratori di quartiere

di Rosanna Giannino

Il crescente processo di globalizzazione dell'economia ha conferito una nuova dimensione alle problematiche connesse allo sviluppo territoriale. Il globale obbliga i sistemi territoriali a far emergere la sfida sul loro posizionamento e sulla definizione del proprio ruolo nel confronto con nuove forme di concorrenza. In tale scenario diventa sempre più strategico puntare sul vantaggio dell'identità che consente di valorizzare e mantenere tutte le risorse del luogo. Il territorio di appartenenza risulta essere elemento di notevole importanza per determinare il modo di vivere soprattutto per le realtà giovanili. Fondamentali per esse il rapporto con i luoghi per il loro modo di agire, di comportarsi, di proiettarsi al futuro. Ciò perché i luoghi rivelano il modo in cui gli individui vi abitano, come essi vi costruiscono la propria identità, come essi vi preparano nuove aspettative, nuovi contesti di vita e, se da un lato le differenze tra i vari luoghi ne disegnano i profili di identità marcandone le caratteristiche, dall'altro "identità culturale" significa avere il senso dell'unità al di sopra delle differenze, guardare il paesaggio dalla propria finestra e viverlo aprendolo al mondo!

 

Nelle nuove generazioni sembra trapelare proprio la crescita di una comune identità di base con un progressivo consolidarsi di abitudini e consapevolezze che vanno, grazie alla potente comunicazione dei mass media, oltre i confini geografici e culturali. L'impegno concreto si esercita sempre in una realtà determinata, ossia locale, con la prospettiva, però, di sentirsi, mentre si opera nel proprio quartiere, cittadini del mondo, verso i quali si è responsabili.

 

Creare occupazione in un determinato territorio significa dunque sfruttarne le risorse liberandole per il bene collettivo, valorizzare l’identità, le opportunità, le risorse umane, economiche e culturali già presenti nella zona coinvolgendo quanto più possibile il tessuto sociale e imprenditoriale del quartiere, in particolare i cittadini più difficilmente raggiungibili come gli anziani e i giovani. Incrementare e consolidare le competenze per fare “rete sociale” nel quartiere: le forme di responsabilizzazione degli abitanti, la collaborazione con le autorità locali, le associazioni di commercianti, le scuole.

 

E' sulla base di tali presupposti che nasce nella città di Salerno il laboratorio di quartiere "Io sono, Io vivo Torrione".

Posta al centro di una città che evidentemente sta subendo in maniera costante ed incisiva modifiche nell'assetto urbanistico, sotto l'obiettivo di un vero e proprio ridisegno, Torrione, che si estende longitudinalmente dal fiume Irno al noto bar Marconi, ne rappresenta il punto di cerniera tra il popolosissimo quartiere di Pastena ed il vero centro cittadino, il punto da cui poterla osservare nella sua totale estensione ed i suoi molteplici toni. Parcheggi a disposizione, piazze, giardini attrezzati, bar, gelaterie, negozi, un lunghissimo lungomare, un grande e frequentato mercato, due caserme storiche, scuole, impianti sportivi importanti (piscina comunale, campi da tennis, bocciodromo...). Unici nei: niente cinema, niente teatro, niente biblioteca.

 

Il progetto nuovo si propone la ricostruzione del senso di appartenenza al territorio nel quale i cittadini vivono e operano, attraverso lo stimolo alla discussione, al confronto per la soluzione di problemi, alla ricostruzione della comunicazione tra i diversi gruppi sociali, al superamento della visione esclusiva degli interessi “di parte” per arrivare alla determinazione di un “interesse comune”, alla riqualificazione del tessuto urbano dal punto di vista sociale, culturale, economico e abitativo, restituendo ai cittadini, in particolare quelli che appartengono alle categorie sociali più “fragili” un ruolo centrale nell’espressione dei propri bisogni e della propria capacità progettuale.

 

Ciò attraverso iniziative periodiche ed eventi ad appuntamento fisso, quali fiere del libro, salotti urbani culturali, momenti artistici, progetti di solidarietà coinvolgendo le risorse umane del posto compresi commercianti, artigiani, ristoratori, professionisti e quanti altri si ritengono motivati a seguire questo percorso che indubbiamente apre a nuovi stimoli e a nuove opportunità lavorative, oltre a promuovere quelle già esistenti.

 

immagine tratta da
oldsite.comune.fano.ps.it