|
|
|
||||||||||||||||||||||
| luglio 2010 | |||||||||||||||||||||||
|
Attori per una notte
Dalle aule scolastiche al palcoscenico. Attori per una notte, interpreti e rivisitatori dei classici della cultura greca. Meticolosi, passionali, professionali. Sono gli studenti dell’Officina del Dramma Antico, il laboratorio teatrale promosso dal Liceo Classico Francesco De Sanctis di Salerno. Protagonisti de "Il dono di Nesso", libero adattamento delle Trachinie di Sofocle curato dalle professoresse Anna Rotunno e Amelia Imparato e portato in scena lo scorso 13 maggio sul palco di un teatro Augusteo gremito in ogni ordine di posto. Uno spettacolo emozionante, decisamente fuori dagli schemi, che ha rappresentato un debutto corale per i giovanissimi attori. Ma anche il banco di prova di un progetto educativo di qualità, ideato per coinvolgere un pubblico adulto sull’eterna attualità valoriale e drammaturgica della cultura antica.
Gli studenti - oltre trenta quelli coinvolti a vario titolo nell’allestimento - hanno interpretato il dramma sofocleo con un’intensità emozionante, garantendo il successo di una rappresentazione che ha rappresentato il momento culminante di un lungo lavoro di studio, ricerca e approfondimento. Un percorso che ha visto i ragazzi dell’istituto superiore salernitano guidati da un team di esperti composto da docenti interni ed esterni con competenze diverse e complementari: Amelia Imparato e Anna Rotunno (adattamento e regia), Loredana Inghilterra e Nicolantonio Napoli (coreografia), Antonio Di Maio (scenografia), Paola Sconza (costumista), Maria Rosaria Lombardi e Daniela Novi (coordinatrici del progetto). «La catastrofe che il tempo con il suo inesorabile scorrere produce è il tema che sembra percorrere l’intero dramma delle Trachinie, al di là di una sua inafferrabilità di fondo- spiega Anna Rotunno, autrice del testo - Su tale motivo insiste Il dono di Nesso, libero adattamento dell’opera sofoclea, che ripercorre la storia di Deianira ed Eracle mettendone in risalto i diversi modi di reagire alla perdita della giovinezza, ma anche l’inevitabile fallimento che li accomuna. In tale prospettiva il filtro che il Centauro offre in dono a Deianira, con un’allettante quanto ingannevole promessa, finisce per assumere un valore puramente simbolico: da potente veleno che procura a Eracle una fine atroce passa a rappresentare lo snodo cruciale della sua esistenza, l’occasione, per l’eroe, di un duro e irrevocabile confronto con il disfacimento fisico della vecchiaia e con la morte. Ma se Eracle, immerso da sempre nella dimensione dell’azione, che porta a smarrire la cognizione del tempo, prende atto della perdita della giovinezza solo al termine della sua vita, quando la sua immagine riflessa da un grande specchio deformante rappresenterà questo decisivo passaggio, Deianira, signora e prigioniera dell’oikos, nell’estenuante, lunghissima attesa del consorte è costretta a calcolare con meticolosa precisione il tempo che passa e a misurarsi giorno per giorno con il proprio inarrestabile declino. L’aver privilegiato e seguito questa traccia nel dramma sofocleo - prosegue la Rotunno - non ha impedito di restituirne l’intreccio, recuperato nelle sue linee essenziali come incubo di Deianira all’interno di un episodio costruito ex novo. Ma rispetto alle Trachinie vi sono altri vistosi elementi di novità, come le personificazioni dei pensieri di Iole e di Deianira, attraverso cui si rivela una segreta corrispondenza fra i due personaggi, destinata a suggellare l’epilogo della vicenda. L’aspetto più suggestivo dell’opera è però il risalto dato alle scene collettive, spesso giocate su forti contrasti o sul coinvolgimento diretto del pubblico, e alle parti corali, cui è affidato il senso ultimo del dramma». Insomma un’interpretazione dell’opera non filtrata attraverso le traduzioni in circolazione, ma scaturita da un’analisi diretta del testo. Un modus operandi che non ha precluso contaminazioni con autori antichi e moderni, utilizzati per amplificare i motivi portanti dello spettacolo. Le diverse fasi del progetto - dalla scelta del testo alla ideazione e preparazione dello spettacolo - si sono in massima parte svolte come attività di laboratorio, in un’ottica di ricerca e riflessione comune e condivisa, che ha fornito agli studenti come ai docenti molteplici occasioni di arricchimento culturale e umano
|
Il Liceo Classico De Sanctis di Salerno
|
||||||||||||||||||||||