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| novembre 2010 | |||||||||||||||||||||||
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Joe Petrosino, il padre dei detective Vincenzo Maria Pinto Giuseppe (Joe) PETROSINO nacque in Padula il 30 agosto 1860 da famiglia di modeste origini (il padre Prospero era sarto e la madre Maria Giuseppa Arato casalinga). Nel 1872 seguì la famiglia che emigrava a New York ed ottenne la cittadinanza americana a 17 anni. Sin da giovanissimo svolse i lavori più umili (lustrascarpe, giornalaio, spazzino), segnalandosi nel contempo quale prezioso “informatore” della Polizia per il quartiere italiano. A soli 23 anni, nel 1883, il 19 ottobre (oggi celebrato in USA come Petrosino day), primo italo-americano della storia, entrò nella Polizia di New York con la matricola 285. Da quel momento la sua vita fu un crescendo di popolarità, successi e primati: coriaceo ed incorruttibile, sergente detective membro del Bureau investigativo della città dal 1895, capo di una squadra di poliziotti italo-americana (Italian Branch) dal 1905, specialista in travestimenti singolari e memorabili, amico e consigliere personale del presidente Theodore Roosevelt, pronto nell’intuire e prevedere i movimenti dei malavitosi (dagli anarchici ai boss della Mano Nera, associazione criminosa da lui individuata e perseguita fin nelle sue connessioni d’oltreoceano), capo del servizio segreto dal 1908. Ormai popolarissimo ed amatissimo in America, nel 1909 il luogotenente Petrosino tornò in Italia in incognito, deciso ad estirpare la mafia alle sue radici, in Sicilia. Accolto personalmente dal Presidente del Consiglio Giovanni Giolitti, rivide anche il paese natio ed il fratello Michele il 27 febbraio, ma i criminali erano informati di ogni suo piano e, già sulle sue tracce, lo attesero al suo arrivo a Palermo. Lì, la sera del 12 marzo 1909, in piazza Marina, quattro colpi di pistola sparati alla schiena da due sconosciuti fermarono il suo cammino. Primo poliziotto vittima della mafia, Joe Petrosino ebbe due solenni funerali (uno in Italia, l’altro a New York). Si tenne anche un lungo processo conclusosi senza alcun colpevole. Nel corso del tempo numerosissime sono state le occasioni di ricordo e costante l’interesse per la figura di Joe Petrosino: pubblicazioni via via sempre più aggiornate e documentate in libri o riviste, tesi di laurea, ben 2 sceneggiati RAI e persino una popolarissima serie di fumetti. A 150 anni dalla nascita, il suo esempio è più vivo che mai in quanti continuano – oggi come ieri – a combattere il crimine e a credere nella legalità. Joe Petrosino, infatti, è unanimemente riconosciuto, sia in Italia che all’estero, come uno dei simboli più forti della Legalità, della Giustizia e della migliore Emigrazione italiana nel mondo. Nel 1999 a Padula, sua città natale, un motivato gruppo di persone ha costituito l’Associazione Internazionale “Joe Petrosino”, che ha come presidente onorario il pronipote, Nino Melito Petrosino. L’associazione è stata fondata con lo scopo di promuovere la conoscenza dell’illustre personaggio, di cui porta il nome, della sua vita e dei suoi ideali, del suo impegno per sconfiggere la criminalità, nell’intento di sensibilizzare le coscienze e di diffondere la cultura della legalità. Più in generale l’associazione organizza attività sul tema della lotta al crimine. Dall’anno 2000 l’associazione gestisce nella casa natale di Petrosino, sita nel centro storico di Padula, un Museo (unico museo in Italia dedicato ad un rappresentante delle Forze dell’Ordine) al quale, nel dicembre del 2008, è stato attribuito lo status di “Museo di interesse regionale”. Esso contiene gli oggetti e gli arredi che erano presenti negli anni in cui l’edificio era abitato da Joe Petrosino e dai suoi familiari; vi sono esposti anche cimeli e documenti relativi all’eroica attività del famoso poliziotto. Il Museo è aperto tutti i giorni dell’anno ed è meta di migliaia di visitatori, soprattutto gruppi scolastici, provenienti da tutte le parti d’Italia e dall’estero, nei quali vengono suscitati forti sentimenti di Legalità e di Giustizia. Dal 2001 l’Associazione ha istituito il “Premio Petrosino”, destinato a coloro che si sono particolarmente distinti nella lotta contro il crimine organizzato. Il Premio ha edizioni a cadenza annuale. La rosa dei premiati, che inizialmente erano scelti tra rappresentanti delle Forze dell’Ordine e Magistrati, successivamente è stata allargata ad esponenti della società civile per rendere evidente che la lotta alla criminalità non deve essere delegata solo alle istituzioni, ma è dovere di tutti i cittadini. Dal 2007 il Premio è diventato Internazionale, visti anche i proficui contatti che si sono allacciati sia con l’Associazione “Joe Petrosino” d’America che con la Polizia di New York; così, anche con edizioni tenutesi negli Stati Uniti, premi sono stati conferiti ai massimi vertici della Polizia di New York ed al sindaco di quella stessa città. Il Premio Internazionale “Joe Petrosino” ha conseguito di anno in anno prestigio e risonanza sempre più grandi con una grande eco nazionale ed internazionale su organi di stampa e televisione. I premiati offrono ai convenuti la propria testimonianza di vita, senza mai dimenticare chi ci ha preceduto e, soprattutto, seguendo le orme e l’esempio del nostro amato Joe Petrosino. Per celebrare il 150° anniversario della nascita di Joe Petrosino (1860), a Padula sono state realizzate varie iniziative nei giorni dal 25 al 30 agosto, coronate dall’emissione, da parte di Poste Italiane, nel giorno 30 agosto 2010, di un francobollo commemorativo del poliziotto, del valore di € 0,85. Il francobollo, stampato dall’Officina Carte Valori dell’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato S.p.A., con una tiratura di quattro milioni di esemplari, raffigura, a sinistra, un ritratto di Joe Petrosino e, sullo sfondo, il Ponte di Brooklyn e la Statua della Libertà, simboli di New York, città in cui Petrosino si formò e si distinse per i suoi meriti. Il francobollo è stato realizzato dalla bozzettista Rita Fantini. A commento dell’emissione è stato prodotto un bollettino illustrativo contenente un articolo redatto da chi scrive (Vincenzo Maria Pinto, socio dell’Associazione Internazionale “Joe Petrosino” di Padula). L’Ufficio Postale di Padula (SA) ha utilizzato, nel giorno di emissione del francobollo, l’annullo speciale realizzato a cura della Filatelia di Poste Italiane. Nello stesso giorno (30 agosto 2010), nella città del Vallo di Diano, è stato distribuito tutto il materiale illustrativo realizzato per l’occasione ed è stato presentato il libro Da Petrosino a Borsellino. Memoria, Cultura e Legalità nella Casa-Museo di Joe Petrosino a Padula (Sa) di Francesco Casale, con interventi di autorità e di esponenti del mondo accademico e culturale. La giornata si è conclusa con la “1° Festa dell’Emigrazione”, evento enogastronomico e musicale caratterizzato dalla premiazione del migliore tra i piatti realizzati dai ristoratori di Padula in memoria di Petrosino e dell’epoca in cui visse (la locandina dell’iniziativa è riportata a lato). |
Joe Petrosino
Francobollo commemorativo di
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