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  aprile 2011                                          
                                               
 

Padula celebra il risorgimento

di Vincenzo Maria Pinto

Nell’anno dedicato al 150° Anniversario dell’Unità d’Italia, la Città di Padula ha vissuto - lo scorso 9 aprile - una giornata memorabile, tutta dedicata alla storia del Risorgimento nel Salernitano e nel Vallo di Diano. Ad ideare e realizzare l’evento, la Società Cooperativa Nova Civitas: un gruppo di giovani professionisti locali, legati al proprio territorio ed impegnati nella rivalutazione e conservazione del suo patrimonio storico, artistico ed archeologico.     

L’inizio nel piazzale antistante il Sacrario dei Trecento di Carlo Pisacane, con la cerimonia dell’alzabandiera, l’Inno d’Italia e il saluto al Tricolore. A far da cornice ai cori di bambini e giovani delle scuole di Padula e del Vallo, i tanti rappresentanti istituzionali di Regione, Provincia, Comuni, Forze Armate e Società Civile. Impossibile menzionarli tutti: a loro - in primis al Prefetto di Salerno, dr. Sabatino Marchione - va il nostro ringraziamento per aver accolto l’invito e – soprattutto – per essere rimasti a Padula per l’intero giorno. A seguire, la deposizione di una corona d’alloro innanzi al Sacrario e lo scoprimento di una targa celebrativa in onore del deputato padulese Giovanni Camera (1862-1929), per aver elevato – cent’anni or sono – l’antico arco della SS. Annunziata a Monumento Nazionale. Presso l’omonima chiesa, ha avuto poi inizio il Convegno Territori, culture, nazione: le tradizioni politiche nel Risorgimento salernitano, presieduto dal prof. Luigi Rossi e con relatori i proff. Alfonso Conte, Roberto Parrella e Carmine Pinto (tutti dell’Università di Salerno). Molti i momenti emozionanti, tante le attestazioni di compiacimento ed approvazione, culminanti nella richiesta - da parte di molti - di veder presto pubblicati gli Atti di un incontro seguitissimo e partecipato, che avrebbe già potuto concludere degnamente l’evento.

Eppure la giornata non è finita qui! Si è voluto offrire al territorio e alla Città qualcosa di ancora più incisivo, duraturo, inedito. Così, nel pomeriggio, è stato inaugurato un percorso risorgimentale attraverso strade, luoghi e dimore del centro storico, tale da rievocare de visu la storia locale quale chiave di accesso alla storia nazionale. Lungo il percorso sono state scoperte altre 6 targhe commemorative a ricordare altrettante tappe dell’intera stagione risorgimentale: il 1799 (in memoria della Repubblica partenopea), il 1820-21 (moti liberali e costituzionali), il 1848 (insurrezione meridionale), il 1857 (Spedizione di Carlo Pisacane), il 1860 (Spedizione dei Mille) e l’opera della Guardia Nazionale contro il Brigantaggio. In un tripudio di gente sempre più festante e commossa e tra decine e decine di tricolori, il corteo si è concluso presso il Convento di Sant’Agostino (oggi Palazzo di Città), nel cui chiostro si è inaugurata la mostra permanente didattico-narrativa Costruire la Nazione. Salerno e il Vallo di Diano nel Risorgimento Italiano (1794-1861). A chiudere l’intensa giornata, presso la Chiesa Madre di San Michele Arcangelo, le melodie e i canti patriottici del Coro Polifonico Intercostiera Tramonti-Amalfi. Magistralmente diretti dal M G. Amorelli del Teatro San Carlo di Napoli, i coristi hanno letteralmente infervorato il popolo di Padula, che non smetteva di applaudire e di chiedere bis, sventolando bandiere in un’aula strapiena.

 Questa la cronaca di una giornata sulla quale ancora tanto ci sarebbe da dire e che in tanti ricorderanno a lungo, perché sentita, coinvolgente, autentica. Ai soci della Cooperativa Nova Civitas che tanto hanno lavorato per organizzare al meglio l’evento e ai tanti che hanno collaborato, va il ringraziamento unanime di tutti. Al Comune di Padula il plauso per aver tributato alla cittadinanza – in un anno così speciale – un dono così bello, che essi, finalmente orgogliosi del proprio passato, conserveranno gelosamente nella mente e nei cuori, nella consapevolezza che i propri antenati hanno davvero contribuito – senza retorica o infingimenti – a fare l’Italia.