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| dicembre 2010 | |||||||||||||||||||||||
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San Nicola, modello di carità di Giuseppe Marini San Nicola è uno dei santi più venerati e popolari. Il suo culto è diffuso in tutto il mondo. Secondo le fonti il santo visse nel IV secolo d.C., al tempo dell'imperatore Costantino, e fu vescovo di Myra (in Licia, attuale Turchia) Nato a Patara, altra città della Licia, con tutta probabilità tra il 255 ed il 257, morì nella prima metà del IV secolo, forse tra il 333 e il 334. Il giorno della morte e della commemorazione di san Nicola è il 6 dicembre. Non si hanno notizie precise sulla famiglia del santo né sui genitori, che in alcune fonti sono descritti come cristiani pii e benestanti. Una caratteristica del santo, che tutte le vite esaltano, è lo spirito di carità, manifestato in vari miracoli a lui attribuiti, come quello delle tre fanciulle di una famiglia talmente povera da non avere i soldi per la dote necessaria al matrimonio delle stesse. A questo pensa san Nicola, che getta delle monete d'oro attraverso la finestra della casa. Nelle raffigurazioni alle monete si sostituiscono tre sfere dorate (pomi, mele), molto frequenti e spesso poste sopra il libro del Vangelo. Nel 1087 le reliquie del santo furono portate da Myra a Bari: i marinai ritornarono nella città pugliese il 9 maggio 1087. Da allora Bari, dove il culto del santo era già presente prima della traslazione delle reliquie, è diventata la città di san Nicola meta di pellegrinaggi. San Nicola non è menzionato nei testi di autori dell'epoca in cui visse (IV secolo). La più antica vita del santo a noi pervenuta è stata scritta in greco da Michele Archimandrita intorno al 710 secondo Gerardo Cioffari, mente altri studiosi (Anrich, Jones) la collocano nella prima metà del IX secolo. In tale epoca fu scritta un'altra vita del santo, anche questa in greco, ad opera di Metodio patriarca di Costantinopoli. Tale testo costituì la base della prima biografia di san Nicola in latino, redatta da Giovanni, diacono della chiesa di S. Gennaro a Napoli, intorno all'880. Intorno al IX secolo furono introdotti racconti di altri miracoli compiuti da san Nicola dopo la morte, tra i quali la storia di Basilio, fanciullo rapito da una banda di Saraceni, dato in dono da questi all'emiro di Creta, che lo utilizzava come coppiere, e riportato da san Nicola ai genitori. In Occidente la vita di Giovanni Diacono, che ebbe una grandissima diffusione, fu, nel corso del X secolo, ampliata con l'aggiunta di altre narrazioni di miracoli, tra cui, in particolare, la storia del fanciullo Adeodato, versione latina del miracolo di Basilio. Una storia, che, introdotta in Europa occidentale solo a partire dall'XI – XII secolo, ha avuto nei secoli successivi una diffusione enorme, è quella dei tre scolari: essi, uccisi da un oste, vengono risuscitati da san Nicola entrato nell'osteria come avventore. Tale leggenda, nata in Europa centro-settentrionale, forse in ambienti scolastici, si affermò grazie anche alle rappresentazioni drammatiche fino a diffondersi nelle raffigurazioni. Questa ed altre leggende hanno contribuito a creare l'immagine del santo come protettore dei bambini e degli studenti. Nel tardo Medioevo, nell'ambito delle feste invernali e di fine anno, frequenti nell'Europa centro-settentrionale, fu progressivamente attribuita a san Nicola la veste di portatore di doni, destinata a godere di una grande popolarità sia nel folklore sia nell'iconografia, costituendo una tappa di un processo complesso attraverso il quale è scaturita la figura di Santa Claus. Per quanto riguarda le raffigurazioni, il tipo iconografico del santo incominciò ad avere caratteristiche più costanti a partire dalla metà del X secolo circa. Il santo è solitamente rappresentato con fronte spaziosa, capelli bianchi o brizzolati e poco folti, barba corta. Indossa le insegne vescovili, lo sticharion (tunica), un phelonion (mantello di forma conica), l'omophorion (stola lunga decorata con croci, che gira intorno al collo e scende sul davanti, corrispondente al pallio dei paramenti vescovili occidentali), ed ha il libro del Vangelo. In Europa occidentale, a partire dall'XI secolo, si iniziò a rappresentare san Nicola con il pastorale ed il pallio, contrassegni della dignità vescovile nella Chiesa latina. Nei secoli successivi fu aggiunto anche il copricapo tradizionale dei vescovi, la mitria. La presenza di San Nicola nell’orto, soprattutto nella pittura, è molto fitta. Tra i pittori italiani che hanno raffigurato il santo, i miracoli e le vicende della sua vita, si possono menzionare Giotto, Gentile da Fabriano, Beato Angelico, Antonello da Messina, Raffaello Sanzio, Tiziano Vvecellio. Il culto di san Nicola in Italia si diffuse presto: a Roma il santo fu inserito in un passionario già nel VII secolo e al secolo successivo risalgono gli affreschi della chiesa di S. Maria Antiqua ed altre testimonianze nella stessa città. In Italia meridionale il culto del santo vescovo di Myra è molto antico, legato anche alla presenza dei monaci greci. In Campania il culto nicolaiano è, con tutta probabilità, anteriore alla versione latina della vita compiuta da Giovanni Diacono. Oltre a Giovanni Diacono, pure un monaco amalfitano, chiamato anch'egli Giovanni, si interessò al santo, cercando informazioni nuove: egli, intorno alla metà del X secolo, inserì in un'opera intitolata Liber de miraculis narrazioni relative al santo, in particolare quella della manna, l'unguento profumato, detto in greco myron, che, secondo la tradizione, sgorgò dal corpo di san Nicola dopo la sepoltura. Le zone del Meridione, in cui è più diffuso il patronato di san Nicola, sono la Calabria e la Campania, in particolare le province di Salerno, Benevento ed Avellino. Per quanto riguarda, poi, il numero delle parrocchie intitolate a san Nicola, secondo una statistica, la Campania risulta al primo posto tra le regioni italiane e prima tra quelle campane è la provincia di Salerno (G. Cioffari, San Nicola di Bari, Cinisello Balsamo 19972, pp. 232 – 234).
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San Nicola portatore di doni (cartolina)
Ambrogio
Lorenzetti
Thomas Nast, Merry Old Santa Claus (1881)
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