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| giugno 2011 | |||||||||||||||||||||||
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AIL: Grande evento finale come conclusione del Progetto Scuola di Paola Concilio
Martedì 31 aprile 2011 presso la palestra dell’oratorio dei salesiani di Salerno, in via San Giovanni Bosco, si è svolto l’evento finale del Progetto Scuola 2010/2011 dell’AIL Salerno sez. Marco Tulimieri. Protagonisti di questo progetto sono stati i peer educator dei vari istituti liceali salernitani. Il corso di formazione, a cui hanno preso parte i giovani peer, si è tenuto dal 16 febbraio al 6 aprile 2011. Il progetto, che prende il nome di Educazione alla Salute “Le malattie neoplastiche: Conoscenza, Prevenzione e… Solidarietà”, ha avuto lo scopo di sensibilizzare i giovani sull’importanza del donare, sia il sangue che il midollo osseo, approfondendo materie scientifiche, quali il sistema linfatico, l’apparato circolatorio e il midollo osseo, ma anche materie umanistiche, come la psicologia del paziente e della famiglia del malato e la sensibilizzazione del volontariato.
I giovani peer, alla domanda sul perché hanno iniziato questo progetto e come lo hanno fatto hanno risposto «All'inizio non eravamo tanto sicuri se dover partecipare o no a questa iniziativa, ma poi l'idea di fare una specie di volontariato e anche la curiosità di sapere come si potesse curare questa malattia ci ha interessato e così abbiamo iniziato quest’avventura. Inizialmente c’era un po’ d’imbarazzo…ma poi ci siamo sciolti! Ci ha molto aiutato il cerchio in cui ci hanno inserito dal primo incontro fino alla fine: tutti eravamo su uno stesso piano…tutti potevamo dire la nostra, scambiarci diverse opinioni, e abbiamo avuto modo di conoscerci meglio mediante alcuni giochi che ci hanno fatto tanto ridere, ma che allo stesso tempo sono stati istruttivi, infatti ci hanno fatto capire tanti concetti complessi che riguardano il nostro corpo».
Essendo questo un progetto scuola, i giovani peer hanno comunicato alla classe ciò che loro hanno appreso da quest’avventura «Inizialmente è stato un po’ difficile, abbiamo compreso, in minima parte, cosa vuol dire “insegnare” o meglio “cercare di trasmettere in modo chiaro” qualcosa…attirare l’attenzione dei nostri amici è stato complicato, soprattutto quando alcuni argomenti sembravano non coinvolgerli tanto e noi abbiamo dovuto insistere per far sì che ascoltassero. Ma siamo soddisfatti al 100% del nostro operato perché abbiamo partecipato vivamente e, soprattutto, perché abbiamo contribuito a diffondere il messaggio che l’AIL chi ha consegnato».
L’evento finale ha visto i peer e le loro classi impegnati a realizzare una brochure per sensibilizzare il popolo sulla donazione del midollo osseo. La classe vincitrice, ovvero la III A del Liceo Scientifico Statale G. Da Procida, oltre a vedere la propria brochure utilizzata dall’AIL ha ricevuto dei gadget dell’associazione e alla scuola è andata una targa ricordo. La manifestazione finale è stata una vera festa per celebrare la “fine” di questo progetto scuola e per ringraziare gli studenti e soprattutto i peer per la loro collaborazione. La grande festa, iniziata alle ore 9.00 e conclusasi alle ore 13.00, si è celebrata grazie all’intrattenimento di cinque stand: lo stand della pittura creativa, dove i giovani potevano liberare la loro creatività ed esprimere il loro inconscio; lo stand della primavera, dove si poteva disegnare su un grande cartellone qualcosa inerente alla primavera per render bello il reparto ematologico pediatrico; lo stand dell’albero, dove su una grande foglia si scrivevano canzoni o pensieri; lo stand del gioco dell’oca, dove giocando e divertendosi gli studenti apprendevano informazioni riguardo al nostro corpo e lo stand della messaggeria dove su dei piccoli bigliettini si lasciavano pensieri, dediche o tanti altri messaggini.
L’evento si è concluso con una lotteria: ogni studente che praticava un’attività di uno stand riceveva un bigliettino per la lotteria. In palio una macchina fotografica, vinta da una ragazza del Liceo Statale Socio-psico-pedagogico Regina Margherita classe II A. Una grande festa, in cui tutti sono rimasti entusiasti, si sono divertiti e hanno compreso in modo divertente le funzioni del nostro corpo e cos’è l’AIL.
«Siamo contenti di aver sensibilizzato non solo gli altri, ma anche noi stessi: siamo diventati sicuramente più sensibili e vediamo le malattie sotto un altro punto di vista; ci sembra di poter vedere dall’alto, ma con una maggiore prospettiva, ciò che colpisce i malati di leucemia e non solo sotto una luce scientifica, ma anche psicologica. Abbiamo avuto l’opportunità di conoscere anche nuove persone, tra cui anche il simpaticissimo staff dell’ organizzazione».
Ecco una testimonianza dei peer di quest’anno ed ecco un’altra prova della grande opera che sta compiendo l’AIL Salerno sul nostro territorio: bisogna credere nei giovani perché loro sono il futuro. Anche quest’anno il progetto si è concluso a buon termine e un riconoscimento speciale va al Presidente, Gioacchino Tulimieri e alla figlia Elvira, referente del progetto, che con grande entusiasmo e forza d’animo ha guidato passo dopo passo i giovani peer per la loro formazione.
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