|

Cesare Minucci
di Paola Concilio
Condividi
Questo mese parliamo
di Cesare Minucci. Un artista salernitano poliedrico, legato all’arte del “Digital
painting”,
cioè quella forma
d'arte emergente in cui le tecniche tradizionali vengono sostituite da
strumenti digitali. Insomma, pittura tradizionale contro
pittura multimediale: via gli oli, via i pastelli, gli acrilici, i
carboncini, le penne e le matite, per dare spazio alle emozioni attraverso
uno stile moderno, potremmo dire (se non fosse retorico) al passo con i
nostri tempi.
Cesare Minucci è giovane, salernitano, ed è diventato
famoso grazie alla Digital Art, con cui ha partecipato attivamente a molte
mostre di notevole rilievo,
come
Artisti per la solidarietà;
Dolce vita d'Artista on the road;
Giovani Artisti Salernitani;
Artisti per L’UNICEF,
solo
per citarne alcune. È stato curatore
anche di una mostra personale Huma-no-id, di scena al “Dolce Vita Cafè Art Gallery” di
Battipaglia, dal 17 al 23 aprile 2011, nell’ambito della rassegna
Dolce Vita d’Artista, con lo scopo
di «voler esprimere il concetto del non-io interiore, non come fattore
psicologico, ma come fattore spirituale, arcano, ancestrale» come afferma lo
stesso Cesare Minucci, il quale riesce a esprimere se stesso poeticamente
attraverso lavori grafici che sono frutto di un messaggio che rivolge allo
spettatore. «La sua arte è autentica, come autentici sono i moti dell’animo
umano quando, liberi dal filtro razionale, esplodono in manifestazioni di
pura passione, d’impeto. Ne emergono immagini di sicuro impatto emotivo»
afferma il pittore Nicola Caroppo. Di se stesso, Cesare Minucci dice di
essere un «ladro... ladro di emozioni, di angosce, di sensazioni». E i
pennelli digitali, sono da lui intesi come «modificatori, filtri...
strumenti! » e l’umiltà, la passione, la sensibilità sono «la mia anima! ».
Gli strumenti di
questa nuova arte sono, appunto, pennelli digitali, filtri, livelli, texture
e tutto il repertorio che chi conosce i principali software legati alla
grafica e all’immagine ben conosce.
Grazie a questi strumenti digitali, che guardano alla sostanza estetica
dell’elettronica, Minucci realizza delle immagini surreali, oniriche, legate
alla realtà e all’attualità, ma che sono anche il frutto del suo vissuto e
delle sue esperienze. Ciò che colpisce di più di questo giovane artista è la
capacità di affascinare, di render vivi i suoi sentimenti e di coinvolgere
l’osservatore, che non rimane mai indifferente di fronte ad una sua opera.
|
|