aprile 2012

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Cesare Minucci

  di Paola Concilio



 

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Questo mese parliamo di Cesare Minucci. Un artista salernitano poliedrico, legato all’arte del “Digital painting”, cioè quella forma d'arte emergente in cui le tecniche tradizionali vengono sostituite da strumenti digitali. Insomma, pittura tradizionale contro  pittura multimediale: via gli oli, via i pastelli, gli acrilici, i carboncini, le penne e le matite, per dare spazio alle emozioni attraverso uno stile moderno, potremmo dire (se non fosse retorico) al passo con i nostri tempi.

Cesare Minucci è giovane, salernitano, ed è diventato famoso grazie alla Digital Art, con cui ha partecipato attivamente a molte mostre di notevole rilievo, come Artisti per la solidarietà; Dolce vita d'Artista on the road; Giovani Artisti Salernitani; Artisti per L’UNICEF,  solo per citarne alcune. È stato curatore anche di una mostra personale Huma-no-id, di scena al “Dolce Vita Cafè Art Gallery” di Battipaglia, dal 17 al 23 aprile 2011, nell’ambito della rassegna Dolce Vita d’Artista, con lo scopo di «voler esprimere il concetto del non-io interiore, non come fattore psicologico, ma come fattore spirituale, arcano, ancestrale» come afferma lo stesso Cesare Minucci, il quale riesce a esprimere se stesso poeticamente attraverso lavori grafici che sono frutto di un messaggio che rivolge allo spettatore. «La sua arte è autentica, come autentici sono i moti dell’animo umano quando, liberi dal filtro razionale, esplodono in manifestazioni di pura passione, d’impeto. Ne emergono immagini di sicuro impatto emotivo» afferma il pittore Nicola Caroppo. Di se stesso, Cesare Minucci dice di essere un «ladro... ladro di emozioni, di angosce, di sensazioni». E i pennelli digitali, sono da lui intesi come «modificatori, filtri... strumenti! » e l’umiltà, la passione, la sensibilità sono «la mia anima! ».

Gli strumenti di questa nuova arte sono, appunto, pennelli digitali, filtri, livelli, texture e tutto il repertorio che chi conosce i principali software legati alla grafica e all’immagine ben conosce. Grazie a questi strumenti digitali, che guardano alla sostanza estetica dell’elettronica, Minucci realizza delle immagini surreali, oniriche, legate alla realtà e all’attualità, ma che sono anche il frutto del suo vissuto e delle sue esperienze. Ciò che colpisce di più di questo giovane artista è la capacità di affascinare, di render vivi i suoi sentimenti e di coinvolgere l’osservatore, che non rimane mai indifferente di fronte ad una sua opera.