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  febbraio 2011                                          
                                               
 

L’alimentazione dei giovani
Parla Antonio Vacca
(nutrizionista)

 

di Aniello Palumbo

 

I giovani si alimentano davvero male? Lo abbiamo chiesto al dottor Antonio Vacca, medico specialista in Scienza dell’alimentazione che, per oltre venticinque anni, nel suo studio di Battipaglia, ha trattato dieteticamente molti giovani, ascoltando le loro abitudini nutrizionali.

 

<< I giovani, non hanno familiarità con le verdure, con gli ortaggi e con i vegetali in generale, proprio quelli che sono alla base della Dieta Mediterranea, (nata a Pioppi, grazie a Ancel Keys, un nutrizionista americano, morto all’età di 100 anni). Con la frutta hanno un rapporto un po’ diverso, anche se, molti di loro, non la concepiscono a fine pasto e non la mangiano per pigrizia, perché non amano sbucciarla>>.

 

Come dovrebbe mangiare un adolescente?

<< Dovrebbe mangiare cinque volte al giorno.  Più volte mangiamo meglio è, in termini di solerzia metabolica. Quindi una buona prima colazione, uno spuntino a metà mattinata,  il pranzo, la merenda del pomeriggio e la cena. La colazione, può comprendere due scelte, una liquida e una solida. Ad esempio, uno yogurt ed alcune fette biscottate o anche una barretta di qualità e un bicchiere di latte o, se non si preferisce il latte, un succo di frutta e qualche cracker. Se il ragazzo non fa in tempo a consumare a casa questa colazione può tranquillamente portarla a scuola, dove potrà mangiarla non troppo tardi altrimenti si perderebbero le caratteristiche della colazione. Verso le 11, uno spuntino costituito da qualche biscotto o da una piccola merendina di qualità o, meglio ancora, da  frutta fresca che sempre più spesso viene distribuita nelle scuole in comodi brik.  A casa, il pasto principale dovrebbe constare di quattro scelte: una di farinacei: un bel primo o il pane; una costituita da un piatto proteico nobile che può essere un secondo di carne o di pesce, poi, un adeguato apporto di vegetali e la frutta. Per la merenda del pomeriggio, può andar bene uno yogurt o un succo di frutta  o  un frutto. La cena della sera può essere costituita da tre scelte: un piatto nobile con una buona componente proteica, un secondo freddo a base di  latticini, formaggi o salumi di qualità, che non mancano sul nostro territorio, uova o dell’ottimo tonno che ha un grande valore nutrizionale.  Se a pranzo abbiamo preferito il primo, la sera, a cena, possiamo consumare il pane, magari integrale, o viceversa, un po’ di vegetali e la frutta.  Anche la pizza, che ha sempre fatto parte delle mie prescrizioni dietetiche, va bene. Bisogna strare attenti però alle calorie. Una pizza comporta circa 800 calorie e se vogliamo assumerne meno, possiamo rinunciare al classico cornicione o, in taluni casi, possiamo mangiarne metà, una due volte la settimana. La margherita, è la pizza che esemplifica abbastanza l’equilibrio e la qualità. I dolci in teoria non andrebbero consumati frequentemente. Se vogliamo, possiamo inserire un dolce al posto dei farinacei. Se non mangiamo il pane, possiamo trovare spazio per un dolce>>.

 

Per quanto riguarda i Fast Food e le merendine, il dottor Vacca è contrario a demonizzarli:

<<Bisogna confrontarsi con il mondo giovanile, cercando di parlare lo stesso linguaggio, onde evitare di essere distaccati apostoli di un’alimentazione virtuale che nessuno praticherà. Non sono quelli i momenti decisivi del malessere alimentare. Le cosiddette merendine fanno parte di un sistema industriale alimentare che, per certi aspetti, è uno dei fiori all’occhiello della produzione alimentare italiana in generale, sia per il rigore normativo, sia per la qualità. La giusta collocazione di un prodotto da forno confezionato, per quantità  e anche per inserimento nella alimentazione, può coesistere con la migliore alimentazione possibile. Anche sul Fast Food non si deve sparare a zero.  E’ un momento di ritrovo dei giovani. Quella grande catena che è anche a Salerno, ha affiancato alle proposte “paninesche”, una serie d’insalatone e di primi mediterraneissimi. Non penso che sia questo il problema che guasta l’alimentazione dei giovani. Preferisco non avere pregiudizi, ma che ci sia un’alimentazione consapevole, impostando la propria giornata sapendo cosa e quanto si mangia>>.

 

In Campania, rispetto ad altre regioni d’Italia, soprattutto a quelle del Nord, c’è una prevalenza delle obesità, sia nelle età pediatriche, sia in quelle giovanili.

<<È sicuramente un fenomeno Meridionale che vede la Campania al primo posto (la val d’Aosta è all’ultimo), ma è difficile stabilire un nesso di causalità territoriale. Può dipendere da un retaggio della nostra meridionalità in termini di mentalità. Una mentalità che persiste nel Meridione, è quella del mangiare e far mangiare come elemento di crescita e di benessere. Il bambino nel Meridione, è stato sempre definito bello e sano quando era evidentemente in sovrappeso, grasso. L’influenza genitoriale è forte. Spesso, i genitori, non sono consapevoli che l’alimentazione del proprio figlio sia eccessiva e smodata.  Bisogna educare i giovanissimi sin dalla più piccola età, perché un bambino che arriva già obeso alle prime classi delle elementari, sarà difficile da recuperare. Devono essere i genitori per primi che devono conoscere la qualità e la giusta quantità dei cibi che offrono ai propri figli. Naturalmente deve esserci sinergia tra la famiglia e la scuola, che deve avere operatori formati da specialisti che devono rivolgersi ai genitori prima che agli alunni, in modo da creare, nel tempo, un circuito virtuoso di continuità tra la scuola e la casa. Anche tutte le altre componenti educative e formative  devono svolgere il loro ruolo>>.

 

Noi al Sud, in particolare in Campania, oltre a valorizzare di più il cibo rispetto alle regioni del Nord tendiamo a fare anche meno pratica motoria e attività sportiva.

<< Credo pochissimo all’influenza di questo fattore, specificamente sull’obesità. L’incidenza sul peso è data principalmente dell’introito calorico.   Il bilancio energetico, come tutti i bilanci è fatto di entrate e di uscite e il 90 % lo giocano le calorie che introduciamo. Per stare bene, bisogna introitare meno calorie>>.

 

 

 

 

 

 

Il Dr. Antonio Vacca

fotografie di Aniello Palumbo