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  gennaio 2012                                          
                                               
 

Dieci dita, una voce e… tante emozioni: cronaca da Baglionilandia

 

 

di Maria Luisa Parisi

 
  Alcune immagini di Baglioni in concerto all'Auditorium
(Youtube)

 

 

 

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Dieci dita, quelle che scorrono sui tasti di un pianoforte e sulle corde di una chitarra; una voce ….la sua, quella di Claudio Baglioni che da dietro le quinte saluta il pubblico scherzando sul fatto che la produzione, in tempo di crisi e restrizioni economiche, gli ha tolto tutti gli strumenti e quindi è costretto anche a presentarsi da solo. Così inizia il Concerto dello scorso 27 dicembre all’Auditorium Parco della Musica di Roma nella bellissima sala Santa Cecilia, in un’atmosfera di semplicità e familiarità dove, il cantautore romano, la chitarra, il pianoforte e la compagnia di un pubblico caloroso, sono gli unici protagonisti di uno spettacolo tenuto in piedi ad alto ritmo.

Il brano di apertura, sempre diverso nelle varie serate, è Con tutto l’amore che posso, da qui seguono le canzoni “pollice, indice, medio, anulare, mignolo” come lui le definisce, che rappresentano quei successi straordinari che sono stati la colonna sonora della vita di tante generazioni; il tutto intervallato da aneddoti, racconti, ricordi e simpatiche battute.

Racconta della sua ansia preconcerto; di come in sogno gli apparisse la scritta 10 che si confondeva con la parola IO; di come le lettere D e C gli facessero pensare ad un noto marchio contraffatto o ad un partito politico o addirittura al Dopo Cristo, mettendogli un po’ di ansia. Ma, poi, racconta di come al suo risveglio si sentiva alleggerito dall’idea che fosse giunto finalmente il momento di suonare e si chiedeva se quello sarebbe stato Un nuovo giorno o un giorno nuovo e qui comincia il brano che dà inizio all’album La vita è adesso. Continua con un medley delle sue primissime canzoni e poi, visto che la produzione non ha potuto offrirgli ospiti famosi (in tempo di crisi), allora lui è stato ”costretto” a portarselo da casa: il figlio Giovanni, uno dei più interessanti chitarristi del panorama nazionale. Il duo inizia con una straordinaria versione di Via con la chitarra di Giovanni che tra corde e percussione della cassa armonica regala a questo brano una linfa tutta nuova. E così, a venti dita, eseguono anche un’ammaliante versione di Vivi. Per poi cantare, infine, una Strada facendo che diventa un saluto al pubblico che lo ha accompagnato, ancora una volta, durante questo concerto fiume nel quale Claudio si è donato più che generosamente.

Un concerto nuovo, un nuovo progetto musicale di Claudio Baglioni che non ha deluso e che, con solo dieci dita e una voce, ha regalato alle sue fans ancora tante emozioni.