home

 
 
 
  ottobre 2010                                          
                                               
 

Benvenuti al Sud

«Quando un forestiero arriva al sud piange due volte. Quando arriva e quando parte»

 

A cura di Linda Liguori

 

È uscito venerdì 1 ottobre in 500 sale italiane l’atteso film di Luca Miniero Benvenuti al Sud con un cast davvero interessante ed indovinato: Claudio Bisio, Alessandro Siani, Angela Finocchiaro, Valentina Lodovini, Nando Paone e Giacomo Rizzo. Luca Miniero è il regista italiano che più ha lavorato per specializzarsi in commedie che affrontano i conflitti culturali dell'Italia e, assieme al collega Paolo Genovese, con il quale ha girato quasi tutti i suoi film, ha sempre rappresentato quel cinema caricaturale che vuole abbattere stereotipi e pregiudizi, come già visto nel film Incantesimo napoletano. Il film vanta anche la comparsa in una scena iniziale dell'attore e regista francese Dany Boon, regista e protagonista di Giù al Nord, il noto e amato film francese a cui è ispirato Benvenuti al Sud.

 

Due anni fa il pubblico francese prima e quello italiano poi si riversarono al cinema, spinti da un rapidissimo e inarrestabile passaparola, per vedere la commedia Bienvenue chez le Ch’tis, da noi tradotto come Giù al Nord. Questo film rappresentò il fenomeno cinematografico dell’anno, arrivando a guadagnare al botteghino circa 120 milioni di euro. La trama del film è ben nota: il direttore (il bravissimo Kad Merad) di un ufficio postale di Salon en Provence, ridente cittadina della Francia del sud, ha una moglie depressa che vorrebbe cambiare la propria vita grazie al trasferimento del marito nella lussuosa Costa Azzurra. Pur di ottenere il trasferimento e soddisfare la moglie, il direttore si finge disabile: viene, però, scoperto e per punizione viene trasferito nella regione di Nord-Pas de Calais, a Bergues, piccolo villaggio abitato da gente semplice che ancora parla un dialetto incomprensibile, lo Ch’tis. Angosciato all’idea del trasferimento, il direttore deve poi ricredersi: invece di trovarsi, come temeva, in un luogo ostile e desolato, viene accolto da una comunità aperta ed allegra e da colleghi affettuosi e gentili. Comprende, quindi, fin da subito, che la vita al Nord non è poi così difficile: difficile è semmai dover dire alla moglie che si trova davvero bene. In fondo è più facile mentire: descrive così alla ignara consorte una vita fatta di orrori quotidiani e di grandi e piccole difficoltà, al punto che lei decide di raggiungerlo per portargli il suo conforto e il suo sostegno, ma scopre ben presto anche lei che non tutto è come sembra.

 

La trama di Benvenuti al Sud capovolge “il pregiudizio” ma ripercorre la stessa storia: Alberto, il protagonista, è il tranquillo direttore di un ufficio postale della bassa Brianza e desidera essere trasferito a Milano. Il personaggio è interpretato in maniera perfetta da un ispirato Claudio Bisio. In realtà è la moglie, una perfetta e altezzosa Angela Finocchiario, a desiderare il trasferimento a Milano, spinta dall’ambizione di poter dare il massimo al proprio bambino, Chicco: scuola americana, università di grido, moglie di livello sociale adeguato, etc. Un giorno Alberto scopre che non otterrà il trasferimento perché gli è stato preferito un candidato disabile; a quel punto scatta nella sua mente un piano diabolico: per non deludere i sogni e le speranze della moglie, Alberto presenta una nuova domanda di trasferimento, dichiarando di essere disabile. Viene, però, scoperto e, per punizione, è mandato a dirigere un ufficio postale campano, a Castellabate, un piccolo paese del Cilento (nel film indicato come un paese vicino a Napoli). Alberto arriva in Campania pieno di pregiudizi sul Sud, luogo torrido e pieni di delinquenti e di rifiuti, e sui suoi abitanti, scansafatiche e imbroglioni, e la prospettiva di vivere due anni in quel posto gli sembra intollerabile. Un’immagine su tutte dimostra il suo atteggiamento: per recarsi al Sud, infatti, indossa un giubbino antiproiettile. La discesa geografica di Alberto si presenta, quindi, come una discesa nei meandri della civiltà, con tutti gli stereotipi che questa operazione comporta.

 

Il film Benvenuti al sud si propone, quindi, come un reale remake del film francese Giù al Nord, salvo il “rovesciamento geografico” della prospettiva e l’adattamento di alcune gag alla cultura e al linguaggio partenopei e campani. I luoghi comuni del Nord si rispecchiano nei loro omologhi meridionali: ad esempio, al posto del gorgonzola la mozzarella; la nebbia che accoglie Alberto al ritorno al Nord è in netto contrasto con il sole e il panorama mozzafiato che lo accolgono al suo ritorno nel Cilento. Gli abitanti del paesino cilentano trascorrono il tempo in perenne relax: è sempre ora di bere un caffè, di giocare una partita a calcetto, di fare una pausa, insomma di godersi la vita. Alessandro Siani, Nando Paone e Giacomo Rizzo, insieme alla bellissima e mediterranea Valentina Lodovini, ben rappresentano questi personaggi generosi, pieni di vita e desiderosi di far cambiare idea al freddo e rigido direttore settentrionale.

 

Il film di Luca Miniero diverte il pubblico, trascinato dalle gag e dalle situazioni esilaranti, e incanta con paesaggi stupendi. La colonna sonora è ben scelta, con la splendida Sunrise, che emoziona sempre chi la ascolta, e con il folclore del cd di musiche partenopee che i dipendenti preparano al loro direttore per il viaggio.

 

Benvenuti al sud è sicuramente una commedia ben diretta e recitata, che offre al pubblico tante risate e qualche momento di commozione. È una commedia che, in modo leggero, può contribuire a dare un calcio ai pregiudizi di chi ancora crede che esistano più Italie e che il Sud sia un posto da temere per chi viene dal “civilizzato e ordinato Nord”.