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  dicembre 2010                                          
                                               
 

Bright Star di Jane Campion

A cura di di Linda Liguori
 

Uscito nelle sale italiane nel 2010, il film Bright Star di Jane Campion, unica regista donna ad aver vinto una Palma d’oro a Cannes nel 1992 con Lezioni di piano, è stato protagonista al Festival di Cannes del 2009. Bright star, “fulgida stella”, è l’espressione con cui il poeta John Keats si rivolgeva al suo amore e sua musa, Fanny Brawne. Il film narra, infatti, la storia dell’amore breve e tormentato tra il noto poeta romantico inglese John Keats e la sua vicina di casa, la giovane Fanny Brawne. Siamo a Londra, nel 1818: i due giovani vivono una relazione segreta formando una coppia strana, dal momento che all’inizio della conoscenza i due non facevano altro che litigare, perché lui considerava lei una persona superficiale e dedita solo alle frivolezze della moda e lei era del tutto indifferente a letteratura e poesia. Fanny, però, cambia idea quando vede la dedizione con cui John cura il fratello malato che muore ben presto. Fanny capisce che il giovane è sensibile e affidabile e comincia a guardarlo con occhi diversi. Lui stesso, vedendo la sollecitudine con cui lei lo aiuta, cambia idea sulla sua presunta superficialità. L’approccio iniziale parte dalla poesia: Fanny chiede a John di insegnarle qualcosa di poesia e lui si presta volentieri. Con il progredire delle lezioni, si sviluppa anche il sentimento d’amore fra i due. Quando le persone che li circondano comprendono che fra i due sta nascendo o è già nata una relazione, i due ragazzi sono ormai perdutamente innamorati l’uno dell’altra e affrontano prove di grande difficoltà pur di stare insieme.

La storia d’amore non è facile, bensì travagliata, e la regista riesce a renderne il senso e il romanticismo, anche grazie all’estrema bravura dei due attori protagonisti, Ben Winshaw (John) e Abbie Cornish (Fanny). L’amore è grande, ma altrettanto grandi sono i problemi: la condizione economica del poeta è tutt’altro che florida; i suoi scritti non vendono abbastanza; egli sopravvive grazie all’aiuto di alcuni sostenitori che credono nel suo genio e lo appoggiano come possono. Siamo in un periodo storico in cui gli scrittori non possono ancora contare sui diritti d’autore; la poesia rende poco, troppo poco per vivere di essa. Quindi, per un giovane nelle condizioni di Keats, innamorarsi, vivere una storia d’amore era un lusso, un lusso pressoché impossibile da sostenere. A questi problemi pratici, si aggiungono le precarie condizioni di salute di John, che viene colpito dalla tubercolosi ed è costretto a partire per l’Italia dove trova la morte, nel 1821, a soli 25 anni.

Il tema principale del film è la poesia: la storia dell’amore tra i due giovani, infatti, ha come filo conduttore la produzione poetica di Keats, profondamente influenzata dal sentimento che il giovane autore si trova a vivere. Il punto di vista centrale verte proprio sulla ragazza e sull’ispirazione che lei infonde nel poeta. L’amore è fondamentale in questo film ma senza mai creare un’atmosfera melensa o melodrammatica.

Lo spettatore che ama la poesia ed è incline ad apprezzare il romanticismo non potrà non amare questo film, non potrà non apprezzare questa figura di donna forte che sa di imbarcarsi in una storia dall’esito potenzialmente negativo, sia per le condizioni di salute del suo amato che per le difficoltà economiche, eppure non molla, anzi combatte per tutti e due. A questo proposito, bisogna sottolineare un’altra figura femminile importante, quella della madre di Fanny: la donna ama la figlia con tutto il cuore e vorrebbe vederla sistemata bene, eppure non riesce ad opporsi con forza alla relazione con John, perché rispetta e comprende il grande amore che la figlia prova per il poeta e sente persino una forte compassione per i due innamorati.  

Per quanto riguarda l’ambientazione, la regista Jane Campion ha ricreato il tipico ambiente della campagna inglese del 1800, un po’ stereotipato e pieno di elementi caratteristici dell’epoca. La natura è molto importante nel film, perché è spesso la cornice dell’evoluzione del sentimento e dei momenti topici di questa complessa storia d’amore. Lo spettatore si trova immerso tra gli interni delle belle case di campagna con la natura circostante rigogliosa, facendo davvero un passo indietro, nel secolo scorso.

Bright Star è anche la storia di un triangolo: il terzo elemento è rappresentato da Charles Brown, amico di John e acerrimo avversario di Fanny; egli vorrebbe che John non si lasciasse influenzare tanto dal fascino femminile in generale e da quello di Fanny in particolare. Ma Fanny riesce, con la sua vitalità e la sua forza, a superare anche l’opposizione del caro amico di John.

Bright Star non è una biografia del poeta, ma solo la rappresentazione di una parte fondamentale della sua vita, gli ultimi anni; anzi, si potrebbe dire che non è un film su un poeta ma un film sulla poesia e sulla forza che l’amore ha sull’ispirazione poetica. Fanny non è solo la musa di John: essa rappresenta tutto ciò che egli cerca nella vita, cioè l’energia, la bellezza e la vitalità, elementi che si innestano poi nella sua produzione. Fanny non è la donna tipicamente cantata dai poeti, cioè una donna eterea, più angelo che essere umano, ma è una donna che vive e vuole godersi la vita, bella, di una bellezza carnale che non può non essere cantata dal poeta. Anche il dolore di Fanny, alla fine del film, è umano e fisico: alla notizia della morte del suo amato ella piange disperata, spezzando realmente il cuore dello spettatore che viene immerso nel suo dolore straziante ed improvviso. Il dolore di Fanny trova la perfetta e struggente rappresentazione nell’immagine finale del film: una Piazza di Spagna, a Roma, desolatamente vuota.

Il film Bright Star è un film poetico, lento, profondo, da gustare scena dopo scena attraverso gli occhi e i sentimenti dei protagonisti ed è la prova che è possibile avere ottimi film, prodotti di qualità apprezzati dallo spettatore, anche senza quegli effetti speciali che sembrano ormai essere fondamentali nell’odierna industria cinematografica. In un film come Bright Star viene evidenziata la bravura della regista e degli attori, che hanno in mano la storia e tutto ciò che serve per attrarre o, al contrario, respingere lo spettatore.

In questo caso lo spettatore è attratto dalla bellezza della vicenda, dalla poesia dei versi, dalla profondità dei sentimenti dei due protagonisti e non può non gioire e soffrire insieme a loro. Guardando il film, sembra di vivere una storia d’amore inventata, tra le tante che incontriamo quotidianamente, ed è solo alla fine che lo spettatore si rende conto di aver assistito ad una storia vera, vissuta da persone che hanno davvero sofferto queste intense e strazianti vicende.