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| ottobre 2010 | |||||||||||||||||||||||
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Emozionarsi con gli U2:
le nostre inviate a Roma
Ottantamila persone
provenienti da tutta Europa hanno invaso la città di Roma per assistere al
concerto di chiusura del “360° Tour” della mitica band irlandese U2.
Una mega struttura
tecnologica in acciaio alta circa 45 metri e sorretta da quattro artigli
cattura lo sguardo di chi entra nello stadio Olimpico. “The claw”
ovvero “l’artiglio” così come è stato ribattezzato il palco dallo
stesso Bono, leader del gruppo, è l’elemento costante e caratterizzante di
tutto il tour. La piattaforma è dotata di ponti rotanti mentre i quattro
enormi artigli, colonne portanti per l’impianto audio e le luci, sospendono
il megaschermo centrale. La struttura, completamente aperta e roteante,
regala al pubblico la visuale completa dello spettacolo, a 360° appunto. Di
qui il nome del tour. Alle 21 il quartetto, composto da Bono (voce, chitarra
e armonica), The Edge (voce, chitarra, pianoforte e tastiera), Adam Clayton
(basso) e Larry Mullen (batteria), entra in scena con Bono che grida quattro
volte "Roma".
Un microfono a manubrio calato dall’alto illuminato di rosso, la giacca
fosforescente illuminata anch’essa di rosso di Bono ed il ritmo di “With
or Without You” illuminano le scene finali che si chiudono con
“Moment of Surrender”, uno degli ultimi singoli della band. L’evento, ben al di là delle aspettative dei fan, ha scritto una pagina indimenticabile nella storia della musica e…noi c’eravamo!!!!!!!!
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Panoramica dello stadio Olimpico
The Claw (l'artiglio), il palco
Coreografia del
pubblico durante
Aung San Suu Kyi, leader
birmana e
The U2
Il saluto a fine concerto Fotografie di Sabino De Gisi
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