home

 
 
 
  luglio 2011                                          
                                               
 

  Vasco : dimissioni? Respinte !
  A Roma - forse -  uno dei suoi ultimi concerti

 

  di Ivana Marino

 

 

 

 

 

 

 

Vasco, icona del rock italiano per eccellenza, non ha bisogno di presentazioni. Parte il suo tour e nel giro di poche ore i sold out registrati spingono gli organizzatori del Tour Kom Live 2011 ad annunciare la seconda data a Roma e le altre due a Milano. Ogni data ha rappresentato un evento. Ogni concerto è stato uno spettacolo di note, luci ed emozioni. Ogni stadio ha tremato al ritmo della sua musica. A Roma, il 2 luglio scorso, è stata la volta dello Stadio Olimpico: 65000 persone, di tutte le fasce d’età, ragazzini e adolescenti, giovani di trent’anni ma anche uomini di cinquanta anni erano tutti lì per applaudire, ballare, urlare insieme a Vasco, i suoi testi irriverenti, polemici, provocatori, ironici, malinconici, sempre autentici. Eh già…il successo di Vasco è proprio questo, la sua trasversalità. Vasco “arriva”, indipendentemente dall’età, indipendentemente dalla posizione sociale. Ci si riconosce nei suoi testi, mai troppo articolati, mai troppo metaforici, ma diretti, semplici, chiari. I suoi “pezzi”, che sanno di vita vissuta, non vogliono insegnare qualcosa, piuttosto raccontare un’emozione nella quale diventa facile ritrovarsi.

 

Allo stadio, pochi minuti prima dell’inizio del concerto, si respira la carica emozionale, i fan sono impazienti e i cori che si levano ripetendo Vasco Vasco olé olé olé, fanno sussultare le tribune. Il palco ha una struttura verticale alta 52 metri e mezzo e presenta tre gru, sovrastanti i tre lati del palco stesso, che si muovono a 360 gradi e tirano su a sorpresa elementi diversi tra cui persino automobili. I diversi schermi LED semitrasparenti e mobili, sostenuti, a varie altezze, dalla struttura portante del palco, contribuiscono, con giochi di luci ed immagini, a creare scenografie sempre differenti. Quando la musica inizia è un boato. Sul maxischermo è proiettata una macchina che sembra avanzare la cui targa è proprio “Kom 011” dal nome del Tour, in cui Kom sta per “Komandante”, in onore dei suoi fan che l’hanno soprannominato così, e 011 indica l’anno. Vasco entra in scena cantando Sei pazza di me  del suo nuovo album Vivere o niente”.

 

Lo spettacolo da subito è emozionante, trascinante, coinvolgente: ritmica martellante e sudore sul palco e sugli spalti. La prima parte del concerto è un continuo alternarsi di musica e fasci di luce bianca, verde acido, rosso, viola e giallo scuro, che ruotano e si sovrappongono al ritmo incalzante della musica. Durante Gli spari sopra e fiamme sui maxi schermi, alte 9 metri, sembrano incendiare il palco ed emanare calore. I suoi pezzi storici si alternano sapientemente a quelli del suo ultimo album. In diversi momenti, durante Giocala, Siamo Soli, C’è chi dice no, Manifesto futurista dell’umanità, Non l’hai mica capito, la sua voce e l’impianto audio svaniscono sovrastati dalla voce del pubblico. Per la prima volta il suo tour vede sul palco l’esibizione di ballerine, allieve del Vasco Rossi Dancing Project, che, nella loro performance all’Olimpico, hanno danzato sulle note di Delusa, Rewind fino a Ti prendo e ti porto via durante il cosiddetto “Disco medley”. Per la prima volta, inoltre, viene eseguita per intero Canzone ed …è stato splendido.

 

La seconda parte del concerto, invece, è più intima. Un solo faro illumina Vasco, da solo su una pedana con la chitarra acustica. I maxischermi riflettono il suo viso. E da lì la magia. Nessun effetto speciale, soltanto la sua interpretazione basta ad emozionare 65000 persone. Si susseguono Vita Spericolata, Ogni volta, Un senso e i brividi corrono sulla pelle, le lacrime non riescono più a trattenersi. Intona Sally e chiude con Albachiara, insieme alla sua band rientrata sul palco. Mentre ancora la musica continua, chiama ed elogia ognuno dei suoi musicisti e, come da tradizione, urla “Ciao Massimo, sei sempre con noi!” in onore del suo chitarrista e amico, Massimo Riva, scomparso improvvisamente pochi giorni prima della partenza del Rewind tour 1999. Si congeda ed esce di scena lasciando il palco alla sua band che termina il pezzo.

 

Il grande spettacolo, il suo entusiasmo, la sua carica, le emozioni e i brividi che è riuscito a trasmettere con la sua musica danno ragione agli striscioni che titolavano “Dimissioni respinte” in considerazione del suo annuncio di ritirarsi dalle scene di qualche giorno prima. Ma Vasco non è uno che si risparmia e probabilmente il senso del suo annuncio era già esplicitamente dichiarato nel suo ultimo album, “Vivere o niente”.

 

 

 

fotografie di Ivana Marino