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  novembre 2010                                          
                                               
 

La Carnale

di Irma Pastore

Sulla collina ad est di Salerno, a circa 500 metri dalla foce del fiume Irno, si erge la torre denominata "La Carnale". Si tratta di una torre spagnola che domina la costa salernitana e che faceva parte del sistema di difesa, costituito da torri, realizzato a partire dal 1563 per difendere la città dalle incursioni saracene.

Il vicerè Don Pedro di Toledo, infatti, aveva ideato nel 1532 un nuovo sistema difensivo costituito da torri distribuite lungo la costa e costruite ad una distanza che permetteva di comunicare l'una con l'altra, utilizzando, di giorno, segnali di fumo e, di notte, segnali di luce. Queste torri, avendo funzioni e strutture architettoniche diverse, vennero chiamate semaforiche, di vedetta, di sbarramento e cavallare, in base a quello che era il loro impiego.

"La Carnale" presenta una struttura a pianta quadrata, con merlature ed un torrino superiore, dove, con ogni probabilità, trovavano alloggio i soldati. La presenza di fori nei muri e la sua posizione rispetto alla città inducono a ritenere che "La Carnale" appartenesse al tipo di torri cosiddette "cavallare", in quanto ospitanti uomini a cavallo, che avvertivano la popolazione in caso di attacco dal mare. In origine, infatti, la torre sorgeva direttamente sul mare, sulla propaggine estrema del sistema collinare a ridosso della città; tale sua caratteristica fu successivamente modificata dalla realizzazione della statale 18 da un lato e dal tracciato ferroviario dall'altro, per cui oggi è inglobata nell'espansione della città, separata dal mare e dalla collina.

Per quanto riguarda la realizzazione di queste torri, il prof. Peduto in un suo studio ci riferisce che vennero costruite per la maggior parte da imprenditori cavesi. In particolare, la torre "La Carnale" fu costruita intorno al 1569 dall’imprenditore Andrea Di Gaeta di Coperchia, come risulta dai conti che il suddetto fa «con Salvatore De Grisa e Pirro Antonio Jovene di Cava del guadagno fatto nella costruzione della torre della Carnale presso Salerno», notizia che il Peduto trae dal Filangieri.

Diverse sono le opinioni riguardo alla denominazione "Carnale" della torre salernitana. Il Fiore ricorda una sanguinosa strage di Saraceni ad opera dei Salernitani, avvenuta nell'anno 871, attorno al promontorio su cui sorge la torre e, quindi, ritiene che la località prese il nome di "Carnale" in quanto i corpi dei Saraceni rimasero per lungo tempo ad imputridirsi su quel terreno. Il Natella sostiene che dal termine preindoeurpeo kerna (pietra) derivano i toponimi carna, carnia e carnale. Il Delogu ritiene che l’esatta interpretazione del toponimo sia quella che, nell’Alto Medioevo, era riferito alla struttura pubblica pertinente alla circoscrizione giudiziaria dove si seppellivano i giustiziati e, forse, si compivano anche le esecuzioni, come desume da alcuni documenti del Codice Diplomatico Cavese, dal Chronicon di Falcone Beneventano, dove si specifica che vi erano seppelliti i giustiziati, e dal Glossarium del Du Cange. Secondo il Delogu, pertanto, è del tutto inaccettabile la spiegazione data dal Peduto del toponimo come indicativo solo della sopraelevazione naturale su cui sorge la torre. La localizzazione, poi, della carnaria salernitana è suggerita da alcuni documenti del Codex Diplomaticus Cavensis, che la pongono vicino alla chiesa di San Martino, oltre il fiume Irno. Infatti, in tre documenti, datati 995, 1010 e 1012, si ricorda una chiesa di San Martino costruita dal conte Guaimario in un suo possedimento di là del fiume Irno e si precisa che essa si trova vicino alla carnaria della città di Salerno.

Attualmente, "La Carnale", in estate, è adibita a bar ed a sede di spettacoli teatrali all’aperto.

Si ripubblica, senza note né riferimenti bibliografici, l'articolo pubblicato in AA. VV., Visitiamo la città. Visite 2009/2010, Comune di Salerno. Assessorato al Turismo, Salerno 2009, pp. 132-134

 

   

La Carnale
fotografia tratta da 
salernoturismo.it