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Lorenzo Jovanotti live in 4D
di Gabriele Naddeo
“Lorenzo Jovanotti live in 4D”.
Probabilmente non si potrebbe riassumere
meglio di così l’idea che è alla base del
tour di Ora,
doppio album pubblicato dall’artista di
Cortona ormai da più di un anno, ma ancora
molto apprezzato ed ascoltato, come ci
rivela la classifica degli album più venduti
in Italia, dove si è arroccato da tempo in
quarta posizione.
Tecnologia, elettronica ed energia sono i principali ingredienti di questo
mix vincente.
Appena le note di Megamix , infatti, segnano l’inizio del concerto,
il Palamaggiò di Caserta sembra trasformarsi in un’enorme astronave, una
grande pancia meccanica di una futuristica balena di Pinocchio. Fin dai
primi momenti dell’esibizione l’obiettivo di Lorenzo Cherubini e del suo
“J-Team” è molto chiaro: suscitare meraviglia nello spettatore grazie ad un
ritmo irrefrenabile ed effetti all’avanguardia, con un risultato finale
molto convincente. Ecco, così, che sul megaschermo presente in sala, grazie
a particolari telecamere posizionate in punti strategici, la giacca
dell’artista cambia colore in continuazione, fili immaginari seguono i
movimenti del corpo o ancora un doppio Jovanotti sfida se stesso a duello a
suon di pugni e calci digitali.
Questa particolare sinergia tra “elemento umano” e macchina è cercata
principalmente nelle sonorità elettroniche: Jovanotti sembra fondere in un
unico calderone le sue origini da dj e l’esperienza musicale acquisita negli
anni;
mixa e arrangia insieme un gran numero di brani, dalle canzoni meno recenti
a quelle più attuali, cercando di trasmettere in questo modo l’idea che
passato, presente e futuro vanno ad incontrarsi in un unico punto dello
spazio, in una piccola particella temporale chiamata “Ora”. L’attimo,
perciò, acquista un’importanza fondamentale e ,come dice a gran voce lo
stesso artista, «non bisogna lasciarselo scappare prima che fugga».
A controbilanciare la marcata dinamicità dello spettacolo ci sono alcuni
pezzi lenti e profondi,
tra i quali spicca sicuramente l’esecuzione di Fango che, insieme
all’assolo di chitarra di Riccardo Onori in Una storia d’amore,
consente all’astronave di viaggiare sopra ritmi più sognanti, ed anche la
vitalità emblematica di Jovanotti cede momentaneamente il posto a una
sottile malinconia.
Un concerto, insomma, che rispecchia a pieno la personalità dell’artista:
picchi di vitalità, tanta, tantissima energia e piccole parentesi di
riflessione,
come quando si rivolge al pubblico parlando di Francesco Pinna, il ragazzo
ventenne di Trieste che ha perso la vita lo scorso dicembre durante le fasi
di montaggio del palco: «Noi qui siamo come una grande famiglia e il dolore
per la morte di Francesco lo portiamo tutti addosso. Tanti sono i progressi
avvenuti nel mondo del lavoro, ma abbiamo ancora tanto da migliorare,
possiamo fare sempre di più». E possiamo farlo “Ora”.
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le fotografie sono di Gabriele Naddeo |