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  settembre 2011                                          
                                               
 

RHCP via satellite  al Duel village: da Colonia a Pontecagnano 

di Cesare Savastano

Come promesso nello scorso articolo, il 30 Agosto mi sono recato al Duel village in quel di Pontecagnano per assistere al concerto dei Red hot chili Peppers, che hanno scelto l’E-werk di Colonia per la presentazione integrale del nuovo album I’m with you. Naturalmente la location non poteva ospitare una folla oceanica (in genere, l’e-werk è una discoteca con capienza di duemila persone) ma i nostri quattro furbetti hanno ovviato al problema trasmettendo l’evento via satellite in numerosi teatri e cinema di tutto il mondo, inaugurando così un nuovo modo d’intendere la musica live. Ci sono state altre trasmissioni televisive di concerti (chi non ricorda The wall con Roger Waters) ma questo era un evento collettivo che si è cercato di condividere con una pluralità di persone più ampia e a pagamento. Insomma, dalla nostra realtà quotidiana, ne abbiamo sbirciato per un momento un’altra, distante e differente, direttamente sul megascreen. La sala del Duel non era gremita ma c’era un po’ di gente, la qualità del suono era ottima, ma l’effetto, nonostante il groove della band, era un po’ quello del cinema, con la gente che all’inizio guardava mangiando i popcorn. Insomma, la nostra realtà si è compenetrata solo lievemente. In altre sale nel mondo, come si evince dai forum, la gente ha partecipato in maniera più calorosa.

Ma veniamo alla musica, che per fortuna si distingueva bene. Nell’acclamazione generale, il gruppo attacca con Monarchy of Roses un pezzo rock funk che fa saltare la platea (di Colonia) e prosegue con i nuovi pezzi come Factory of faith, il pezzone funk Ethiopia e Did I let you know, che evidenziano una dimensione sempre groovy, ma più melodica e meno avventurosa rispetto al passato. Il gruppo ha introdotto un trombettista, un percussionista e inserti al piano, suonati dallo stesso Flea , che sembra essere il mattatore della serata, intrattenendo il pubblico, mentre Anthony Kiedis si limita a qualche battuta. Il concerto è stato l’occasione per conoscere meglio il nuovo chitarrista Josh Klinghoffer, multi strumentista, che pur cavandosela bene, sembra un po’ sottotono rispetto al basso potente di Flea, probabilmente deve ancora trovare la sua voce e il suo carattere, soprattutto confrontandosi con due “beasts” come John Frusciante e Dave Navarro. I nuovi pezzi non sono inni cantati come quelli ad esempio di Californication, ma più dei groove che ottengono l’effetto di scaldare il pubblico, come in Dance Dance Dance quasi una marcia ipnotica dominata magistralmente dalla voce di Kiedis, che fa ballare, ma sempre senza strafare. Naturalmente in altri concerti il gruppo suonerà i suoi hits e allora sarà una storia diversa. Nel tripudio finale, la band ci riporta ai vecchi, potenti Peppers di una volta con Give it Away, nella quale ancora una volta Klinghoffer interpreta in modo poco piccante; è bravo, ma deve ancora trovare “la botta” , e anche le discussioni sui forums post-concerto lo evidenziano.

Quali sono le sensazioni di tale concerto? È incredibile essere a Salerno e andare, un banale martedì sera, in una Pontecagnano deserta e sonnacchiosa a vedere in diretta i Red hot! E’ una possibilità in più che ci viene data, ma sarebbe stato bello se il pubblico presente fosse stato più partecipe, aggiungendo, oltre alla fedeltà del suono e delle immagini, anche la fedeltà delle emozioni.