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  marzo 2011                                          
                                               
 

Salerno chiama Kingston: la scena Dub e Dancehall

 

di Cesare Savastano

 

A Salerno città il reggae, nel suo periodo d’oro, ha fatto sporadiche apparizioni sulla scena locale, in quanto i gruppi s’ispiravano maggiormente a generi prettamente “British” come il prog rock e, nel corso degli anni 80/90, al new romantic, la new wave,il dark  e naturalmente all’heavy metal e i suoi derivati.

Si è così compiuto un salto generazionale , in quanto da noi sono arrivati di prepotenza i  pronipoti del reggae, e cioè il dance hall, il dub e il raggamuffin, che hanno avuto a livello mondiale, e anche locale, una forza inarrestabile , poiché più immediati, percussivi e minimali, rispetto al reggae, le cui varianti originali venivano a sua volta confinate nel genere “Roots” (radici) stante ad indicare un collegamento con la musica giamaicana più tradizionale.


I pronipoti del reggae hanno trovato i nostri “pronipoti” , più aperti alla cultura elettronica e figli dell’era dei DJ  e della globalizzazione e quindi lontani da quel rispecchiarsi nel rock inglese che, in definitiva,  rifletteva a Salerno un certo formalismo borghese.  I gruppi del genere non sono propriamente musicisti, ma “diffusori sonori”, DJ che costruiscono i loro “Sound Systems” in modo artigianale e vi aggiungono effetti sonori come Delays, sirene, molle metalliche amplificate e quant’altro, senza dimenticare piatti per  i dischi e lettori CD. E avviene la Dancehall, evento collettivo che è una festa ma anche un viaggio nella musica ed esperienza uditiva insieme; i Dj o i toasters (specie di speaker) non suonano solo pezzi, ma usano anche i toni come i bassi o gli acuti , e gli effetti, per dare nuovi colori ai brani musicali, ogni mezzo tecnico diventa un vero strumento musicale con cui esprimere la creatività, una lezione appresa dai Dj e Fonici giamaicani, che sin dall’inizio hanno usato il mixer creativamente.


A Salerno, si sono auto –aggregati (si può dire che è la musica che li ha uniti, e non viceversa) gruppi molto interessanti come i Giant Killa , nati nel 2002, e gli Erbapipa Sound System, realtà diverse ma complementari, che recentemente hanno dato vita al progetto MDF Crew, animatore di Dancehall di qualità.  La selezione sonora va dal roots all’early digital, rare grooves, dub e strumentali, la modifica del sound diventa pulsazione vibrante. Una musica specchio del futuro, difficile da comprendere per chi non sia davvero giovane, anche dentro , e libero dalle regole.

 

 

Nella immagine i  Giant killa

Foto di Cesare Savastano