Dal mese di Dicembre gira su facebook un video che trasuda
disagio, ma anche ritmo e determinazione nell’esprimere le
proprie idee, che unisce la forza del beatbox rap a un vecchio
mandolino;
si chiama “Na Via Bona”ed è una panoramica di quello che è
diventata la nostracittà, “con una punta amara di
denuncia” e di allarme per il “livello d’ignoranza troppo
critico” che ci pervade, ma anche con un barlume di speranza:
una via buona ci deve essere, anche quando sembra un’illusione.
Tonico 70 & Stick B. sono due nomi noti nel panorama rap/dance
hall salernitano, il primo è un produttore, parte della crew
comprendente Erbapipa Sound e Paranza Vibes, Stick B. s’impone
all’attenzione grazie all’originalità dei suoi testi. I due
danno vita al noto progetto “IATENAMICIZIA” ormai una pietra
miliare, con pezzi cantati da Tonico 70, STICK B. e Sandro
Digtal, una community, dove la musica è mezzo di unione e
confronto. Si canta nello slang salernitano, per rimarcare la
volontà di farsi capire anche negli angoli più arretrati della
città. L’amicizia non è quella dei favori ma quella che promuove
il contatto umano nella nostra realtà frammentata. E si arriva
ai nostri giorni, molte speranze di un movimento alternativo
sembrano spegnersi, ma i due non demordono e rilanciano la
voglia di riprendersi spazi creativi, proprio alla luce della
nuova vita salernitana, fatta di luminarie che risplendono per
due mesi durante l’inverno, che indubbiamente creano un
movimento di gente ma sempre a beneficio di pochi e che lasciano
la maggior parte degli altri a guardare. Non si può non
avvertire un disagio per una realtà fatta di proclami, edilizia
e ingenti spese, ma poi alla fine occasioni solo per circoli
ristretti, locali che vengono zittiti prima delle elezioni e
gente trasferita sulle navette la domenica. Il titolo dell’album
è “Chi Si, addò n vien, a chi appartieni?”, domande che secondo
loro, vengono fatte quando si entra nei quartieri di periferia,
ma su questo dissento, perché tutta l’italia fa queste domande,
dall’università agli ospedali senza contare la politica, magari
con parole più educate, ma tutti ti chiedono sempre da dove
vieni e se sei figlio, parente o conoscente di…
I due parlano chiaro, cercano la condivisione ma sanno che
sfondare è difficile, si definiscono “lavoratori precari della
musica”, ma il loro progetto segueuna strategia. Il video è stato girato nella zona di
Torre Angellara, tra le macerie di una fabbrica dismessa, che
forse presto verrà cancellata dall’ondata di costruzioni che sta
ricoprendo Salerno. Non si può ignorare ciò che viene detto nel
video a proposito di nuovi quartieri che creano anche sacche di
emarginazione, soprattutto ora che il trasporto pubblico è
diminuito; si vedono gruppi di ragazzi da S. Eustacchio
raggiungere a piedi Pastena o Mercatello, ormai il centro è un
miraggio, mentre intorno a loro il traffico scorre indifferente.
Tonico & Stick si fanno interpreti di questo disagio strisciante
e lo vivono dal di dentro, non sognano la Giamaica, la loro base
è Mariconda, e loro stessi si denominano Maricondahell, ma
naturalmente le influenze musicali sono quelle del riddim/dance
hall, delle più grandi star del funk, ma senza dimenticare le
nostre “roots”, cantanti magari Kitsch come Nino D’Angelo, ma
che hanno in qualche modo forgiato il nostro essere musicale.
Nella nostra città ultimamente solo l’edilizia la fa da padrona
ma per chi non fa parte di questo settore o non ha collegamenti
ad alto livello, rimangono dubbi sul fatto che queste opere
portino uno sviluppo che i più vedono solo da lontano,
mentre, forse hanno rallentato la spinta creativa e artistica,
diversamente da come si è cercato di fare in passato. Tonico &
Stick B. esprimono questa insoddisfazione, il loro è un video in
bianco e nero senza fronzoli con un messaggio forte: nella città
delle luci, lasciamo gridare le ombre.