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  novembre 2011                                          
                                               
 

Rialziamoci  !

 

di Alessandro Turchi

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A leggere certi commenti tranchant sull’Italia di oggi avanzati da lettori, da internauti, da gente che frequenta i bar, sulla politica, sui politici, su chi ci rappresenta, sembra che ci sia un distacco incredibile fra certi personaggi bizzarri seduti al Parlamento e i cittadini che in quel parlamento ce li hanno mandati. O fra quelle figure patetiche che litigano sovrapponendo le voci una all’altra in televisione e gli italiani che quelle trasmissioni poi guardano, magari con disprezzo. Come se ci fossero due Nazioni; l’Italia che sbaglia e l’Italia che osserva e giudica, in modo deresponsabilizzato. Come in certi uffici pubblici, dove alcuni impiegati trascorrono più tempo a lamentarsi dei colleghi che non lavorano piuttosto che a lavorare essi stessi. Ognuno pensa sempre che siano gli altri che sbagliano, che non fanno, che usurpano, che non pagano le tasse o che trasgrediscono. No, non è così. L’Italia è una sola, purtroppo, ed è forse meglio rendersene conto.

Ma voi uno come Scillipoti lo avete mai sentito parlare? E’ un “onorevole”? Quanto onorevole? Lo vorreste come amico di famiglia uno così? Non vi vergognereste un po’ a presentarlo ai vostri conoscenti? Eppure siede in Parlamento, ha fatto un salto carpiato con avvitamento passando da uno schieramento a quello opposto e si autodefinisce un responsabile. Direte… ma che c’entra Scillipoti? C’entra, c’entra. E’ un italiano… non sa parlare, rappresenta quanto di peggio si può pensare di un politico, ma siede in parlamento, … CI RAPPRESENTA. Altro che meritocrazia. Siamo il paese in cui il merito è veramente un optional. E soprattutto, siamo un Paese di ignoranti. E’ bene che ce lo diciamo, senza offenderci, ma siamo una Nazione in cui il tasso di alfabetizzazione è basso, troppo basso. Pensate che l'Italia è agli ultimi posti fra i 27 dell’Unione Europea come numero di giovani con la laurea. Soltanto 19 giovani italiani su cento con un’età compresa fra i 25 ed i 34 anni possiedono una laurea, con una media europea, per la stessa fascia di età, che si attesta ai 30 su cento, ma con punte di 40 su cento per Francia, Spagna, Regno Unito e Svezia. E siamo un paese in cui i figli dei cittadini più istruiti hanno una probabilità sette volte superiore di raggiungere la laurea rispetto ai coetanei che vivono in contesti più deprivati (dati Eurostat, ufficio statistico della Commissione europea)

Vogliamo continuare? Passiamo al settore informatico. Anche qua siamo agli ultimi posti in Europa per le TIC: sempre secondo Eurostat nel 2010 le famiglie italiane con una connessione internet erano il 59% (in Europa la media è del 70%); le famiglie italiane con la banda larga sono invece il 49% (in Europa il 61%). Dati che ci collocano anche qua agli ultimi posti, come detto, a livelli siderali da Olanda e Svezia, che viaggiano intorno al 90% di famiglie collegate con il mondo.

Sono dati terribili, che descrivono una Nazione arretrata, in affanno, che non ha saputo progredire. Adesso, al di là delle ricette miracolistiche di Monti o dei sacrifici che saremo costretti a fare, si impone comunque la necessità che questo popolo prenda atto di doversi rimboccare le maniche e migliorare. Se vogliamo raggiungere il passo degli altri Paesi europei, se vogliamo sconfiggere la crisi, se vogliamo che i nostri giovani abbiano un futuro, dobbiamo rialzarci e reagire in modo semplice ma efficace: cominciando ad investire sulla formazione, cominciando a far pagare le tasse a tutti, cominciando a premiare chi più merita, cominciando a diventare una Nazione di gente seria e con una forte dignità. O ci convinciamo di questo o moriremo. Tutto qui.

 

 

 

 

immagine tratta da Grisou.org