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| gennaio 2012 | |||||||||||||||||||||||
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La cupola
"Obama vuole uno stato assistenziale, istiga alla lotta di classe ma la nostra forza è stata sempre un'altra: siamo la nazione della libertà e dell'opportunità". Queste parole, pronunciate dal mormone Romney in queste settimane, nel corso delle prime battute di una intensa campagna elettorale per designare lo sfidante repubblicano contro il democratico Obama alle prossime elezioni negli USA, mal si conciliano con un dato di pochi giorni fa. I tre principali finanziatori della campagna di Mitt Romney sono, nell’ordine, Goldman Sachs, Credit Suisse Group e Morgan Stanley. Un dato di fatto che lascia intuire quanto la libertà e l’opportunità prospettate da Romney non siano per il popolo americano, ma per pochi e selezionati privilegiati.Questo fa il paio con i risultati di una ricerca pubblicata nelle settimane scorse dall’Istituto Federale Svizzero di Tecnologia di Zurigo (The network of global corporate control) ed apparsa su pochi mezzi di comunicazione: nel mondo 147 imprese transnazionali controllano il 40% di tutto il potere finanziario. Ma non è tutto; la cosa che lascia ancor più stupiti è che i maggiori azionisti di queste 147 imprese, calcolati in 737, attraverso complicatissimi intrecci finanziari, controlli diretti ed indiretti, meccanismi di partecipazioni azionarie reciproche, arrivano a controllare l’80% di tutto il mercato. Meno di mille persone al mondo decidono i destini dell’economia globale, decidono, cioè, della nostra vita, delle nostre abitudini, delle nostre speranze, delle nostre aspirazioni di popolo. L’Istituto svizzero che ha effettuato la ricerca, complicatissima ed immane come si può immaginare, ha esplicitamente parlato di una vera e propria cupola che decide i destini del mondo e che di fatto non conosce la parola “concorrenza”, di fatto solo un termine buono per il popolo bue che si illude di poter contare qualcosa. L’attuale situazione economica italiana ed europea è la prova provata di quanto noi non contiamo niente: in Italia non abbiamo una legge elettorale che ci permetta di scegliere i nostri rappresentanti, abbiamo un governo non votato, subiamo manovre e liberalizzazioni imposte da altri, viviamo come topi in gabbia che non sanno dove scappare, pronti a subire tutto quello che qualcuno che non conosciamo deciderà che dobbiamo subire, dai licenziamenti facili all’abbassamento degli stipendi e dei diritti, dalle finte liberalizzazioni alla distruzione di qualsiasi forma di convivenza civile. I nostri giovani non lavorano e quando lo possono fare sono ricattati dalla situazione di precarietà, che ti costringe continuamente a dover ricorrere alla benevolenza altrui per continuare a lavorare. Del resto i nostri “avversari” sono industrie come la cinese Foxconn, che produce tutti i componenti dei prodotto Apple, con i lavoratori sottoposti a condizioni di vita disumane che costringono molti al suicidio. Una cupola decide per noi e come pesci nella rete possiamo dibatterci quanto vogliamo ma il destino non sarà deciso da noi. La sensazione è che noi persone “normali” ci affanniamo, lottiamo, discettiamo, litighiamo sulle scelte politiche e sul nostro destino, ma alla fine altri scelgono per noi. Da questo se ne esce? No se continuiamo a ragionare con i vecchi schemi, la destra, la sinistra, il capitalismo, gli egoismi di categoria, i corporativismi. C’è bisogno di regole del gioco nuove e per dettarle ci vuole partecipazione: la gente deve uscire dal torpore di questi ultimi decenni, è arrivato il momento di scegliersi un futuro che non funzioni più secondo le logiche dettate da poche centinaia di persone.
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immagine tratta da xtradernet.blogspot.com |
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