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  agosto 2011                                          
                                               
 

Il Paese dei "berlusca"

Una nazione che non sa darsi un futuro plausibile

di Alessandro Turchi

Lo dobbiamo dire a malincuore, in questi anni l’attuale Presidente del Consiglio ci ha rappresentato come nessun altro avrebbe saputo fare. O, almeno, ha rappresentato meglio di tutti la maggioranza degli italiani. In questi lunghissimi diciassette anni da quando Berlusconi è “sceso in campo” abbiamo tutti compreso che era quello che più avrebbe incarnato la stragrande parte della popolazione di questa penisola. Non gli arguti Giuliano Amato o i tecnici Padoa Schioppa o gli ambigui Casini; non gli statisti come Romano Prodi o i tecnici come Mario Monti. No! L’italiano medio ha scelto di farsi rappresentare da Silvio Berlusconi, lui stesso italiano medio per difetti, spirito, faciloneria, individualismo. Lui è l’Italiano medio, altro che Alberto Sordi! Gli italiani si sono ritrovati nella sua incapacità di mantenere le promesse, nell’abilità di vendere frigoriferi agli esquimesi, nella incontrastata cultura del mentire senza darlo (troppo) a vedere, nella faccia tosta che da subito ha esibito.

All’italiano medio non è importato niente del passato oscuro di Berlusconi, del presente ambiguo, delle decine di processi a suo carico, degli orchestrati tentativi di attaccare chi onestamente gli esibiva prove provate di colpevolezza. Agli italiani in questi anni ha fatto un baffo che un uomo solo possedesse banche, assicurazioni, ipermercati, aziende e televisioni. E che quest’uomo governasse anche un paese di quasi sessanta milioni di abitanti. E che riempisse il parlamento di suoi avvocati, di suoi manager per meglio gestire il suo impero. E che alcuni dei suoi uomini/azienda (Previti, Ferrara, Sgarbi, Romano, Alfano, Ghedini, solo per citarne alcuni) fossero, poi, nominati ministri o sottosegretari. E che alcune delle sue “donne” (quelle maggiorenni) diventassero consiglieri, deputati, qualcuno dice anche ministri. Nulla: molti, moltissimi italiani sono stati insensibili a tutto questo. L’importante era, per ognuno, poter continuare a gestire il proprio orticello, poter mantenere i privilegi di sempre: la piccola o grande evasione fiscale, il posticino tranquillo, il titolo di studio comprato a buon prezzo, il ritorno ad una scuola del passato con un solo maestro, il contributo non dovuto, l’avanzamento di carriera con raccomandazione. Del resto a nessuno è importato niente. Il messaggio era chiaro: “Silvio non ci dare fastidio e fai quello che vuoi”.

Ma questo al sistema – Paese, come si dice, non è stato utile, anzi… In questi anni non sono state previste riforme strutturali, non sono state programmate politiche serie per il futuro dell’Italia; alla maggioranza, che ha continuato a premiare l’attuale compagine, non poteva importare di meno delle leggi ad personam, dell’oppressiva “dittatura mediatica” , che ha premiato gente come Fede, Minzolini, Sgarbi o Ferrara e ha eliminato dai palinsesti giornalisti come Santoro e Biagi e, soprattutto, ci ha costretto a TG di regime visto che, caso unico nel mondo civile, un solo uomo governa le TV private e le TV concorrenti e pubbliche. No, all’italiano medio questo non è interessato anzi, se qualcuno in questi anni gli ha accennato al problema del conflitto di interessi, ha storto la bocca affermando “Ancora questa storia? Parliamo di cose serie…”

Oggi è facile parlare male di Berlusconi. Vedrete che il prossimo anno, in anticipo sulla naturale scadenza del 2013, si andrà a votare e quest’uomo scomparirà dalla scena. Magari dopo un accordo per non andare dritto in galera. Ma le macerie provocate con il consenso di tutti, la disunità d’Italia, i sacrifici che graveranno anche sui nostri pronipoti e che sono derivanti dalla assoluta incapacità di governare, ormai riconosciuta purtroppo anche dai mercati; le malefatte di questo apparato che ha solo guardato ai propri interessi di bottega ed è stato degno, molto spesso, del genere parodistico nato nella seconda metà dell’ottocento nell’Inghilterra vittoriana denominato “burlesque”, sono stati causati anche da quelli che lo hanno sostenuto, sopportato, sottovalutato, ignorato. Nessuno dopo dovrà dire “io non c’ero, io non sapevo, io ero distratto, io non sospettavo”, come quelle “brave” famigliole tedesche, alla fine della seconda guerra mondiale, di fronte ai Lager ed ai forni crematori di cui avevano finto la non esistenza.

Facile oggi, per non ammettere le proprie colpe, dire che “i politici” sono tutti ladri, che la politica è marcia, che i politici ci hanno portato a questa situazione terribile. No, non stiamo parlando di politici in modo generico, parliamo dell’attuale maggioranza, di chi l’ha votata, di chi ha rintuzzato, magari utilizzando le stesse parole ascoltate migliaia di volte dai tanti servi sciocchi delle TV di regime, le critiche giuste, gli sdegni ovvi di certi atteggiamenti demagogici e falsi.

Una Nazione, la nostra, piena di pressapochismo, in cui la memoria è corta, cortissima, dimentica in fretta i tanti fatti e i tanti episodi di cui sono stati costellati questi terribili anni. Chi scrive ricorda bene, per esempio, quando alcuni sguaiati parlamentari, in mezzo ai banchi della maggioranza, in giacca e cravatta ma con le mani unte e bisunte, sventolavano fette di mortadella, contenti per la caduta del Governo Prodi ad opera di quel Mastella che era già con le valige pronte per passare con il nemico. Prodi, forse l’ultima persona seria e stimata nel mondo rimasta in Italia, aveva, secondo questi loschi personaggi, il torto di “mettere le mani nelle tasche degli italiani” per le troppe tasse. Da allora, sotto l’impero Berlusconi, il livello di tassazione in italia è cresciuto, ma nessuna delle TV di regime lo dice e, quindi, neanche nessuno degli italiani lo ricorda…

 

 

 


immagine tratta da
comunicamente.net